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Feroce satira tra ricchi e poveri

Ma Loute

Misteriose sparizioni e una società sull'orlo della follia


di Roberto Leggio


L'obeso ispettore Machin e il suo biondo assistente stanno investigando su alcune misteriose sparizioni che avvengo sulle spiagge della baia di La Slack nel Nord della Francia. Siamo nel 1910 ed il mondo occidentale sta avviandosi alla frantumazione. In zona vivono la famiglia Brufort e i Van Peteghen. I primi sono da generazioni raccoglitori di cozze e traghettatori a braccia di borghesi che vogliono attraversare la piccola laguna; i secondi eccentrici ricconi che abitano in villa in stile egizio su un'altura che guarda il mare. Ognuna ha le proprie ossessioni, vizi e virtù. Come entrambe nascondono segreti inconfessabili. Il punto di congiunzione (o di divisione) sono il povero Ma Loute e Billie, figlia dei Van Peteghen, così estroversa da vestirsi da ragazzo (oppure è il contrario). I loro strani sentimenti minano i cuori di entrambi, anche perché una volta venuti a capo di “certi” segreti verranno delusi l'uno dall'altra.


Sulle scogliere di una spiaggia nel nord della Francia ai primi del 900, si compiono crimini e misfatti. Persone spariscono nel nulla (lasciando al limite degli oggetti a loro appartenuti), famiglie collassano e nascono amori disfunzionali. Bruno Dumont, regista francese di fughe mentali e fisiche, mette in scena una commedia nera surreale, grottesca, eccessiva, così sopra la righe che tutti i personaggi (e gli attori che li interpretano) restano attaccati alle pupille per la loro “normale” follia. Perché il film parla della “pazzia” che attraversa il corpi ed i gesti di una società sull'orlo del baratro. Infatti siamo nel 1910, termine ultimo della Belle Epoque, dove i contrasti sociali si stanno facendo più evidenti, dove i merletti stanno per essere messi da parte per le ruvide mani "operaie". L'implicazione politica è devastante, feroce, complessa, che comporta una “lotta” di classe. I facoltosi Van Peteghem che vivono in una villa dallo stile egizio tolemaico, sono l'espressione più esplicita della vacuità della ricchezza (discorsi idioti, cibi sopraffini, tare genetiche e occhi chiusi sulla realtà che li circonda); mentre i più poveri Brufort, raccoglitori di cozze traghettatori di corpi, sono più voraci, feroci, pronti a “divorare” chiunque non sia della propria genia. In mezzo un “enorme” poliziotto (pantografato su Hercule Poirot, ma molto meno intelligente), che cerca di chiarire i misteri di quella spiaggia dove la marea è bizzarra e fa “sparire” le persone. Non ne verrà a capo, ma volerà (nel vero senso della parola) sulle anime di entrambe le famiglie, forma e sostanza dell'assurdità più assoluta. Grottesco all'inverosimile, esagerato, così metaforico da rimandare in filigrana perfino alla prossima prima guerra mondiale, che da li a poco avrebbe messo nel tritacarne ricchi e poveri; soffre di troppo “compiacimento” giungendo alla fine ad essere, si comico, ma assai lezioso e inevitabilmente noioso.

Giudizio **1/2



(Domenica 28 Agosto 2016)


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