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Diventare grandi tra le montagne

Abel il figlio del vento

Romanzo di formazione di un ragazzo e un aquilotto


di Roberto Leggio


Lukas è un bambino orfano di madre, da quando ella stessa è perita salvandolo nell'incendio della loro casa. L'aquilotto è invece stato scacciato dal nido dal fratello più grande, più agguerrito e destino a diventare il padrone della montagne. Un mattina di primavera Lukas raccoglie il cucciolo e da quel momento lo alleva come un fratello, insegnandogli a cacciare e volare. Battezzato con il nome di Abel (come il biblico fratello ucciso da Caino), i due diventano in qualche modo indivisibili. Ma la natura ha i propri codici e le proprie regole per diventare grandi ed essere rispettati dalle proprie radici.


“L'aquilotto più forte scaccia dal nido quello più debole”. Il plot narrativo di questo strano film di formazione a metà strada tra la fiction ed il documentario naturalistico, è “annidato” in questa frase. Il piccolo Lukas, bambino delle montagne senza madre e con un problematico rapporto con il padre, trova l'aquilotto scacciato e per lui tutto cambia. I due “esclusi” diventano amici e in qualche modo fratelli, rinfrancandosi a vicenda attraverso una maturazione “personale” che li rafforza se li fa diventare adulti. Il bambino capirà il senso del suo disagio con il padre ed il rapace reietto ritroverà perfino il coraggio di “riconquistare” la fiducia del fratello maggiore, tramutandosi finalmente in Aquila, Re della Montagne. E' chiaro che sia per l'essere umano, sia per il volatile, per raggiungere qualsiasi traguardo è necessario affrontare drammi e prese di coscienza. E' in fin di conti il senso stesso della vita. Il dolore, la caparbietà, la ferocia forgiano gli animi e gli istinti e tessono le trame di ogni esistenza. Girato sulle Alpi austriache (al confine delle Dolomiti) i due registi, il documentarista l'austriaco Otmar Penker e lo spagnolo Gerardo Olivares; mixano i due linguaggi portando al completamento un film particolare, unico nel suo genere che fa battere il cuore per il suo messaggio, passatemi il vocabolo, “antropologico”. Perché non è importante se il ragazzino e l'animale appartengano a due “razze” diametralmente opposte, lo scopo è mostrare che l'amicizia, la fratellanza, è per entrambi l'avventura più grande.

Giudizio **1/2




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(Giovedì 29 Settembre 2016)


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