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Le notti sfavillanti di un inadatto in amore

Cafè Society

Congeniale commedia con rimorsi stile "Io e Annie"


di Oriana Maerini


Bobby vive nel bronx, ma stanco della vita anonima si trasferisce in California, in casa dello zio che gestisce un'agenzia artistica e i capricci dei divi hollywoodiani. Assunto come fattorino Bobby è affascinato dal bel mondo, ma sentendosi inadatto vive tristemente dei ricordi di New York. La joie de vivre gli ritorna quando incontra Vonnie, segretaria “molto aperta” e amante segreta dello zio. Potrebbe essere il grande amore ma il destino definisce i sentimenti e lui deluso ritorna a casa, dove grazie al fratello simil gangster apre il Cafè Society, night club d'alto bordo, dove lo champagne e la gente che conta si mescolano in una cosa sola. Anni dopo, sposato, padre e uomo di successo, riceve la visita di Vonnie. Il vento fa il suo giro e l'amore potrebbe rimescolare le carte.


A quasi ottant'anni Woody Allen incocca un'altra freccia al suo arco e fa di nuovo centro. Tornato agli anni '30, l'epoca a lui più congeniale per sacco di motivi (jazz, rag time, lustrini e pailettes, ironia yiddish), mette in scena un dramma d'amore e “volendo” di gangsterismo, incorniciandolo tra le luci di New York e la follia artefatta di Hollywood. Si ride molto in questa commedia a volte seria, a volte frivola a volte sadica; di un amore abortito tra un fattorino e una segretaria nelle “calde” notti di Beverly Hills. Ma attenzione, dietro l'angolo c'è il cuore pulsante di quella che qualche decennio dopo diverrà la grande mela, palcoscenico “conosciuto” ed adatto per raccontare infine melanconici rapporti sullo stile di Io e Annie. Pensandoci bene il trade d'union tra i due film, a distanza di quasi 40 anni, è che per il regista newyorkese la vita è davvero una commedia. La messa in scena sfavillante apportata da Vittorio Storaro, permette a Woody Allen di mettere in bocca a Jesse Eisenberg (quasi copia conferme del grande autore) battute comiche esilaranti sulla religione ebraica, e sui comportanti di un “inadatto” al cospetto di un mondo dorato che potrebbe franare da un momento all'altro, complice il cuore ed il fato. Molti sono gli echi da il Grande Gasby, ma non fatevi fuorviare dal “sense” di tutta l'operazione, perché Allen arguto qual è dimostra che il sogno americano in fondo non esiste fino in fondo, anzi è molto triste, perché come dice il protagonista del film “Il sogno quando non è esaudito, diventa nostalgico”.

Giudizio ***

La clip: ristorante messiscano:



(Venerdì 30 Settembre 2016)


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