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Forma e sostanza del liberismo tecnocrate

Io Daniel Blake

Capolavoro assoluto sulle storture di un governo anti-sociale


di Roberto Leggio


Daniel Blake è un carpentiere di sessanta anni reduce da un attacco cardiaco. Secondo i medici non è più adatto a riprendere il lavoro che lo ha mantenuto per tutta la vita. Non sono dello stesso avviso coloro che devono decidere di dargli il sussidio di malattia. La pensano lo stesso chi dovrebbe dargli il sussidio di disoccupazione che gli impongono, anzi, di trovarsi attivo nella ricerca di un nuovo impiego. Preso tra due fuochi, Daniel si da da fare, ma essendo avulso al mondo digitale, non riesce a compilare un curriculum vitae adatto e ciò gli rende le cose ancora più difficili. Solo tra soli, incontra Katie, ragazza single, che senza lavoro e con due figli a carico si è trovata sradicata da Londra a Newcastle, unico posto disponibile per una casa popolare. Tra i due nasce una amicizia speciale fatta di sostegno reciproco per aiutarsi nelle aberrazioni amministrative e nella affannata ricerca di dignità.


Siamo tutti Daniel Blake. Molto prima di Brexit e della quasi "attuale" legge razzista sui lavoratori immigrati in Inghilterra, Ken Loach mostra la faccia sporca della burocrazia e del liberismo selvaggio, che come una mannaia, affama ed è capace di togliere l' identità individuale a qualsiasi lavoratore. Daniel Blake è uno di noi. Non solo un carpentiere cardiopatico che lotta per avere una pensione dignitosa, ma è anche la vittima del gioco perverso del governo che, con la tecnocrazia (internet per tutti e per tutto), toglie diritti e doveri e annichilisce appunto la dignità personale. Daniel Blake è uno di noi perché nonostante le angherie, con le mani è un mago ma non sa usare un mouse e un computer per compilare il proprio curriculum vitae. Un'ulteriore sofferenza proletaria per non perdere la propria dignità. Ken Loach, ancora dalla parte del “popolo giusto”, mette sotto accusa la crudeltà di certe regole statali e come vengono applicate. Daniel Blake assieme a Katie; la mamma single con due figli a carico che per colpa di un ottusa burocrazia si ritrova a divorare una scatola di fagioli in un food bank (una specie di supermercato gratuito per i poveri) e poi con grande sdegno arriva ad una scelta drastica per sfamare i suoi piccoli; sono i volti dei nuovi morti di fame in un paese dove la precarietà è il punto di rottura di uno stato non più degno di questo nome. Più di un film di finzione, l'agitatore Ken pone l'occhio documentaristico sulle esistenze di persone che nel bene e nel male si coagulano solidali per non soccombere per colpa di chi, dall'alto, ha deciso per loro. Toccante, sensibile e molto crudele, Io Daniel Blake è un capolavoro assoluto.

Giudizio *****




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(Venerdì 21 Ottobre 2016)


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