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Nelle sale il nuovo film di Marco Bellocchio tratto dal libro di Gramellini

Fai bei sogni

Emozione allo stato puro e cinema d'autore


di Oriana Maerini


Dopo Cannes (è stato presentato alla Quinzaine des Réalisateurs) arriva nelle sale l'ultimo film di Marco Bellocchio tratto dal romanzo best-seller di Massimo Gramellini. Per stessa ammissione del regista il motivo di questa trasposizione cinematografica risiede nel dramma che l'opera letteraria contiene ovvero la morte della madre e l'essere orfano di un bambino di 9 anni. L'evento luttuoso genererà ribellione e dolore per la perdita di un amore assoluto creando un adulto incapace di amare fino al momento in cui riesce ad incrinare la corraza affettiva che si è costruito.Bellocchio torna ad analizzare attraverso il suo cinema i temi a lui più cari: la famiglia, la madre, la casa. E viene, inevitabilmente alla mente, I pugni in tasca, il suo film d’esordio. La sottotrama del film è altrettanto interessante perchè mette in scena l'Italia in divenire dagli anni 60 in poi attraverso le finestre dalla casa in cui Massimo abita.



La confezione cinematografica di questo dramma umano ed universale è, seguendo la cifra stilistica del regista, nitida e senza manierismi formali. A cominciare dall'eccellente fotografia di Daniele Ciprì che fin dalle prime scene, con un viraggio color seppia da album dei ricordi, racconta la vita del bimbo insieme alla mamma adorata in casa e in strada. Evocativa del rapporto particolare è la scena iniziale del film in cui la madre balla il Twist col figlio in modo gioioso ed empatico. Da qui parte la comprensione della solitudine immensa del bambino dopo la perdita: è finita la gioia di vivere, il calore di un amore immenso ed unico. Fai bei sogni è un film che emoziona e che trasporta lo spettatore dentro la pelle di Massimo, fa capire il perché delle sue scelte di vita (il lavoro di giornalista, l'impegno di reporter a Sarajevo, la rinuncia all'innamoramento) ma nel contempo è anche una sorta di "saggio" sull'Italia che cambia vista attraverso gli occhi di un cronista che ha il volto di Valerio Mastrandrea. Attore bravissimo quest'ultimo che supera, per immergersi totalmente nel background di Gramellini, la sua "romanità" e risulta credibile nel ruolo di torinese e torinista che diventa giornalista per amore del calcio.
Nulla da eccepire anche sulla scelta del cast femminile: la sensualità di Berenice Bejo che in un cammeo interpreta la mamma di un amico di Massimo evocando il calore ed il rapporto fisico con la madre persa, la drammaticità di Barbara Ronchi che interpreta una donna costretta a reprimere con il figlio la sua ossessione suicida.
Fai bei sogni è anche giallo intorno al mistero della morte della madre. Il protagonista è un detective che, se seguendo le tracce dei ricordi, scopre a mano a mano la verità che gli è stata celata per anni. Il cerchio si chiude con la una nuova "rinascita" attraverso un "tuffo" nell'anima e l'accettazione di un amore nuovo.

giudizio: *** 1/2




(Mercoledì 9 Novembre 2016)


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