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Grande animazione per un possente messaggio ecologista

Oceania

Musical d’altri tempo nell’Oceano Pacifico


di Roberto Leggio


Vaiana vive nel suo villaggio in un’isola del Pacifico. Protetta da sempre da suo padre, capo villaggio, e dai racconti della nonna, la ragazza cresce nel segreto della sua gente un tempo grandi marinai. Ma da irriducibili viaggiatori che erano, da secoli non attraversano il reef senza sapere perché. In barba alla vita stanziale che la vorrebbe prossima leader della sua tribù, Vaiana decide di spingersi oltre la barriera corallina per andare alla ricerca del “la scintilla della vita”, rubata tempo addietro dal semidio Maui, anch’esso caduto in disgrazia. Anche perché il mondo che conosce sta “lentamente” morendo. Certa di riuscire a portare la missione a cui si è autoimposta, con l’aiuto proprio di Maui e di un galletto strabico, Vaiana affronta un viaggio epico per riportare armonia nella natura e dare al suoi avi una nuova identità.


Prendendo spunto dai miti delle popolazioni del Pacifico (Polinesia, Fiji, Hawai), Oceania prosegue nel tracciato del nuovo corso della Disney e della ormai consorella Pixar. Anche questa volta il personaggio principale è una “ragazza”. Vaiana, (non è principessa, ma figlia del capo), intraprende un viaggio iniziatico, non femminista come Frozen e nemmeno di emancipazione di Brave, ma per riportare l’armonia della natura che la circonda. E per farlo i due registi John Musker e Ron Clements, impostano il loro nuovo e bellissimo film nelle corde di un vero musical, con lo spirito e la freschezza dei quelli degli anni ’50 e ’60. Tutto e cantato e ballato, così da rendere il messaggio ecologista ancora più possente e facilmente comprensibile ai più piccoli. Il senso di quest’opera (la prima in CDI per i due registi) è proprio quello, far comprendere senza mezze misure che il mare, la terra, il cielo e gli esseri umani, fanno parte di un equilibrio fragilissimo. Non per nulla Maui, il semidio possente ed arrogante, colui che per i polinesiani è il protettore del cerchio della vita, anni prima ha rubato la scintilla alla dea Te Fiti e da allora l’oceano e la terra si stanno inaridendo. Su una zattera, assieme a Maui che troverà un modo per riscattarsi, Vaiana affronta i nemici peggiori dell’Oceano, riuscendo alla fine a far rifiorire la speranza. Il fuoco verrà ammansito dall’acqua, perché è proprio da essa che scaturisce la vita di tutti. Grazie ad una animazione senza precedenti, questo 56° classico Disney, segna un passo in avanti di tutta la sua produzione, apportando cambiamenti epocali nelle trame prossime venture. Vaiana, ad esempio, non ha nessun amato a cui donare il suo cuore, come non ci sono nemici ben definiti che le intralciano il cammino. Puntigli non da poco, se pensiamo che la cultura Polinesiana ha da sempre messo in primo piano l’essenza femminile e non il contrario. Vaiana è il corpus vivendi di madre natura. E non ci meravigliamo se sarà proprio lei, con quella conchiglia posta in cima alla montagna nel finale del film, ad ereditare il buono della Terra.

Giudizio ***



(Giovedì 22 Dicembre 2016)


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