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Quando l’erotismo sfuma in amore

50 sfumature di nero

Nessun contratto, una regola: amarsi. Un po’.


di Roberto Leggio


Addolorata e perduta nei sensi di colpa per aver “scaricato” l’amore folle della sua vita, Anastasia si ritrova invasa da mazzi di rose bianche, che Christian le invia come scusa per tornare assieme. I dubbi e le perplessità hanno il tempo di un respiro ed il miliardario malato di “sesso” si rifà avanti, accettando un nuovo accordo in cambio di una nuova possibilità. Lei pone regole ben precise: niente punizioni e nessun segreto. Con questi termini i due iniziano a ricostruire il loro rapporto basato sulla fiducia e sull’equilibrio. Ma durante una festa rivelatrice, due figure misteriose (ma non tanto) provenienti dal passato “burrascoso” di Christian, gettano ombre sulla coppia, con lo scopo di distruggere le speranze di un loro futuro insieme.


Anastasia… anestesia. Eccoci di nuovo alle pruriginose perfomance di due amanti in cerca d’ammore. Questa volta l’erotismo è frontale (nel senso, di sguardi, baci e carezze), ma non sfrontato. Il solito giochino da innamorati “pazzi”, vittima e carnefice (al contrario) un po’ più glamour e charmant. Lei pentita cerca la pace del suo “sverginatore”. Lo (ri)trova un po’ diverso ed il divertissement questa volta cambia banco e mazziere e perciò niente regole, punizioni e nessun segreto. Ma qualcosa sbuca dal passato di Christian (pensi di essere la prima donna che cerca di salvarlo?) ed il bondage è in parte accantonato. Maschere e pugnali (e rose bianche) tra le lenzuola di camere d’albergo, ascensori in salita e camere doccia fumose. Per trascinare in avanti il capitolo centrale più soft della trilogia, è stata scomodata perfino Kim Basinger, che molte, moltissime 9 settimane e mezzo dopo è ancora animalescamente provocante, ma distrattamente macchiettistica. Il film, come il libro avanza per addendi, ammicca pruderie, mostra corpi vestiti, sudati e quasi mai nudi, alla ricerca di un vero erotismo e poco ebbri di sesso. Che per una storia di “sessualità” assume il sapore di un romanzo Harmony. Cambiato sceneggiatore e regista, molto si è perduto dalla pagina allo schermo, facendo scomparire in parte e quasi del tutto ansimi ed orgasmi. Il finale “Rosso” tra due anni. Contratti d’amore a parte.

Giudizio *




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(Giovedì 9 Febbraio 2017)


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