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Rombi, corse, sottomarini e bombe nucleari

Fast and Furious 8

Forza visiva, forza muscolare, ma senza mordente


di Roberto Leggio


Pre atomic, race blast. Dom Toretto e Letty si sono (finalmente) felicemente sposati e nella Luna di Miele a Cuba, non riescono a correre follemente tra le strade de L’Havana. La “famiglia” è tranquilla e c’è l’idea di allargarla, cancellando per quanto sia possibile il passato. Ma, le strade di fuoco, si ripresentano con le fattezze di una pericolosa terrorista che obbliga Dom a tradire la famiglia e lavorare per lei. Lo scopo è mettere le mani su un sottomarino nucleare capace di far scoppiare una “guerra” mondiale. Ma gli affari di “famiglia” non si possono cancellare con un semplice tradimento e vecchi e nuovi amici (e nemici) si ritroveranno a collaborare tra loro per fermare la “furia” (inaspettata) di Dom.


Videofastgamefurious. Senza mezzi termini il nuovo capitolo della saga dei “motori rombanti” è un videogame da grande schermo che va contro qualsiasi credibilità e realismo. Dom Toretto ha tradito la famiglia, buoni e presumibilmente cattivi uniti contro l’unica villan dai dreadlocks biondi (Charlize Theron), cazzuta quanto basta, arrabbiata e livorosa, con sogni di “desposta del mondo”, che tanto la fa assomigliare ai multipli bastardi “senza fede” di James Bond. Niente è però impossibile per “lenire” i mali del mondo e salvaguardare il pianeta dalla distruzione totale. Macchine che saltano, sgommano, scattano, fuoco, fiamme e perfino un sottomarino nucleare che compete con i bolidi in “scivolata libera” sui ghiacci dell’artico. Vin Diesel (attore e produttore) fa il kattivo, ma si capisce da subito che ha la ragione dalla parte giusta e sembra divertirsi moltissimo nel tripudio di azione, raffiche di mitra, bombe (convenzionali) e sentimenti traditi. Dwayne Johnson mostra i muscoli come dovrebbe e Jason Statham ritrova la “saggezza ambigua” per chiudere il cerchio nella “follia” di Toretto, Michelle Rodriguez è la moglie tradita ma con le palle a posto ed Helen Mirren è una mamma sboccata. Film al cardiopalma, coatto ed incoerente quanto basta per divertire senza impegnare il cervello facendo prendere alla saga nuovi e molteplici snodi. Tutto vecchio e molto nuovo. Così da prevedere che le “strade di fuoco” di moltiplicheranno all’infinito.

Giudizio **



(Martedì 18 Aprile 2017)


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