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Prigionieri di un meccanismo “perverso”

I figli della notte

L’educazione sinistra e violenta della futura classe dirigente


di Roberto Leggio


Senza punti di riferimento, plasmato da una madre assente e un padre inesistente, il giovane Giulio finisce in un prestigioso collegio per benestanti. Vessato da bulli, tenuto sotto controllo da educatori rigidi e spietati, trova un “amico” e complice, nella figura di Edo, ragazzo come lui ma ribelle ed anticonformista. Per sfuggire alle rigide leggi di quel carcere dorato che forgia la futura classe dirigente, i due si “rifugiano” in un night club di prostitute bambine. Gli effetti saranno devastanti per entrambi, ma la “sociologia” del potere avrà la meglio su uno di loro.


“Siete la classe dirigente del futuro… non dimenticatelo”. L’incipit è potente e denso di significato. Non per nulla appagante. Semmai schematico e inquietante. Ambientato in un collegio cupo e misterioso che ricorda come architettura, luci e ombre l’Accademia di Danza di Suspiria o l’Overlook Hotel di Shining (i quali il regista omaggia per inquadrature, colore ed atmosfere); il film di Andrea De Sica (nipote dell’illustre Vittorio e figlio di Manuel) è una disamina dell’orrore dell’educazione “sentimentale” e cameratesca per far diventare squali della società giovani rampolli danarosi e viziati. Prologo abbacinante che si incunea nel nero più denso, si raggruma attorno ad un giovincello svogliato (ma succube della madre) prigioniero di dogmi e implicazioni sociologiche che “scopre” ben presto le proprie capacità eversive nell’amicizia ambivalente di un compagno più scafato, ricchissimo e ribelle allo status quo del posto/scuola/carcere/palestra di vita. Tramite lui scompagina il bullismo imperante e la completa manipolazione degli educatori (ex alunni, vittime e carnefici di precedente “formazione”). Le fughe notturne di entrambi nel freddo verso un locale di prostitute “bambine” di lynchana memoria, è la chiave di volta. Ma tutto è per loro preordinato e predestinato. Malevoli angeli custodi spiano, scrutano e plasmano le tempre per il potere prossimo venturo. Terribile metafora della creazione di personalità forti e disumane, gode di suggestiva forza intima e coraggiosa, tra realtà e molta ambizione. Intrigante ma debole nella scrittura, I Figli della Notte, è ad ogni modo un buon prodotto di genere, che non stona affatto nelle aspettative di un probabile “nuovo” cinema italiano.

Giudizio ** 1/2



(Lunedì 15 Maggio 2017)


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