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Dentro tutti uguali, fuori animali

The Square

Satira sulle ipocrisie e contraddizioni della società contemporanea


di Roberto Leggio


Christian è il rispettabile curatore di un importante museo di arte contemporanea di Stoccolma. Sta lavorando all’inaugurazione di una mostra che prevede l’installazione dell’opera “The Square”, un quadrato delimitato da un perimetro luminoso che secondo l’idea dell’artista che l’ha creato è un “santuario di fiducia ed altruismo”, dove tutti hanno uguali diritti e doveri. Sulla via del lavoro, viene derubato del telefono e del portafoglio dopo aver dato aiuto ad una donna in pericolo. Su suggerimento di un collaboratore, Chrsitian scrive una lettera in cui reclama i suoi averi rubati. Da quel momento le conseguenze sono inaspettate, gettando la sua placida ed elegante esistenza nel caos.


Pitagora ne avrebbe fatto un postulato matematico. Il quadrato, lo spazio circoscritto da lati uguali è una figura perfetta. Forse di più del cerchio. Troppe incognite, troppe soluzioni. Il quadrato di cui parla questo spiazzante film svedese, è un’opera d’arte. Uno spazio luminoso, al di fuori di un museo d’arte contemporanea, che reca una targhetta sulla quale si spiega che all’interno di esso tutti siamo uguali e abbiamo gli stessi diritti e doveri. Al di fuori, invece, è solo istinto animale. Tutto è il contrario di tutto e l’istinto sopravvive al buongusto, al vivere civile. E qui il degrado, la cialtroneria, l’affabulazione di falsità, il classismo, l’ostentazione di desideri veri o presunti. Oltre il perimetro c’è lo specchio di una società persa nell’egoismo, nell’edonismo, nella falsa etica di civiltà. Potente affresco sullo squilibrio socio-culturale, è composto soprattutto da siparietti tragicomici e grotteschi: il condom conteso e allungato come un elastico, la presentazione di un buffet sopraffino alla quale nessuno da ascolto, la scimmia umana durante una cena di gala tramutata in una giungla primordiale. Senza contare il finale, in parte rivelatore di una espoliazione irrazionale di un pentimento tardivo. Un film di tic selvatici, ma potentemente illuminanti, nei quali nostro malgrado ci possiamo facilmente riconoscere. Lungi da essere un capolavoro, è una satirica commedia umana dagli irrazionali cortocircuiti che vorremmo chiamare società contemporanea.

Giudizio ***




(Giovedì 9 Novembre 2017)


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