.


Recensioni Festival Eventi Sipario Home video Ciak si gira Interviste CineGossip Gadget e bazar Archivio
lato sinistro centro

Home Recensioni      Stampa questa pagina  Invia questa pagina  Zoom: apri la pagina in una nuova finestra


Lo “speciale” patimento di un supereroe privo di mordente

Il ragazzo invisibile - Seconda generazione

La famiglia dai superpoteri non colmano i vuoti dell’adolescenza


di Roberto Leggio


Rimasto orfano a sedici anni, Michele Silenzi, il ragazzo invisibile, non ha ancora trovato un modo per avere una vita normale. La ragazza dei suoi sogni ama un altro e il rapporto con gli adulti è abbastanza complesso. Infelice ed arrabbiato col mondo, trova una certa armonia quando dal passato torna in scena Yelena e sua sorella Natasha, anch’esse “speciali” come lui. Ma avere i superpoteri non significa essere “super”, tutt’altro. L’avventura a cui dovrà districarsi è ben più complessa di quanto creda, perché vecchi nemici e false aspettative lo porteranno a rivedere se stesso ipotecare un nuovo “futuro”.


X-men all’italiana. Gabriele Salvatores replica i supereroi nostrani, cambiando punto di vista e ritmo, ma sostanzialmente non amplifica il succo dell’originale. Michele Silenzi, il supereroe triestino con la capacità di scomparire è rimasto orfano. Sta crescendo (adesso ha 16 anni) e sulle prime affronta il vuoto di senso e patimenti dell’adolescenza. E’ conscio di essere uno “speciale” e vorrebbe che la ragazza di cui è segretamente innamorato lo sappia così da essere totalmente sua. Vive i limiti di una vita “incompleta” che ancora non è “superpoteri, grandi responsabilità”. Quando arrivano, giungono alla ricomparsa della sua vera madre (una Ksenia Rappaport con i capelli bianco latte e una mal celata “buona” cattiveria”) e una sorella gemella “incendiaria”. Romanzo di formazione fantasy, il ragazzo “invisibile” 2, prosegue nel tracciato coraggioso di un film italiano di genere, purtroppo limitato da una sceneggiatura più articolata ma sostanzialmente scontata. Il “cattivo” è un magnate russo (sostituto della paccottiglia dell’armata rossa in disarmo e dei suoi segreti genetici) , che nel passato ha vessato gli “speciali” e adesso ha in mente di abbeverare di gas proveniente dagli Urali la città affacciata su golfo di Piazza Unità d’Italia. Salvatores cerca l’autorialità e in parte la trova, ma rinuncia ad essa per dirigere un film di facile fruizione (anche troppo) per un pubblico di liceali in cerca di emozioni forti. Il finale aperto lascia presagire un capitolo finale, speriamo più maturo ed adulto. Per il momento al progetto filmico è abbinato una “novelization” e un fumetto più articolato. La post-adolescenza aspetta.

Giudizio **




(Giovedì 21 Dicembre 2017)


Home Recensioni      Stampa questa pagina  Invia questa pagina  Zoom: apri la pagina in una nuova finestra

lato destro