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Laurent Cantet indaga sui disagi giovanili

L'Atelier

Uno dei migliori film sui ventenni di oggi


di Mario Dal Bello


E’ un lavoro intrigante, e ben riuscito del francese Laurent Cantet (La Classe, Foxfire, Ritorno all' Avana) visto a Cannes nella sezione "Un certain regard". Il regista si sofferma sul personaggio di Antoine (un bravissimo Matthieu Lucci), introverso e ribelle, semplice e scontroso come i ragazzi d’oggi che frequentano nell’estate del 2016 un laboratorio di scrittura organizzato dalla romanziera di successo Olivia (Marina Fois). Scontri inevitabili: fra i ragazzi della Francia attuale, di religione e origine diversa, e tra Antoine e la scrittrice, la quale di fatto si rivela incapace di dialogo con il giovane. Il confine tra attrazione fisica fra i due e confronto psicologico è labile e potrebbe portare ad un esito drammatico.


Cantet narra con delicata introspezione i caratteri, le scelte, i momenti duri e indugia su Antoine. Confuso ideologicamente eppure fascinosamente maudit, dovrà alla fine scegliere quale vita condurre. La scrittrice uscirà pacificata o sconfitta o ricreata dall’incontro-scontro? Film fotograficamente perfetto, drammaticamente compatto, uno dei migliori sulle nuove generazioni, è tutt’altro che semplice, data l’acutezza dello spettro d’indagine, eppure scivola linearmente, proprio per la chiarezza della sceneggiatura e della recitazione.

***



(Sabato 9 Giugno 2018)


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