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Quello che resta del Muro della Vergogna

1989 – Cronache dal Muro di Berlino

In anteprima su Rai 3, un documentario di Ezio Mauro prodotto da Simona Ercolani per Stand By Me


di Roberto Leggio


Roma – Cosa è rimasto del Muro di Berlino? Di quella barriera che ha diviso per ventotto anni l’Europa occidentale dal Blocco Comunista? Ma soprattutto come è cambiata l’Europa e noi stessi dopo quel 9 Novembre 1989, quando “Die Mauer” venne finalmente abbattuto e i berlinesi dell’Est si riversarono festanti a Berlino Ovest, riunificando la città, la Germania e famiglie divise. Ezio Mauro, giornalista ed ex direttore de La Repubblica, ha cercato di dare tutte le risposte possibili dopo quella nottata memorabile in “1989, Cronache dal Muro di Berlino”, film documentario scritto e diretto da lui stesso, prodotto da Simona Ercolani per Stand bv Me e Rai Cinema, che andrà in onda questa sera in prima serata su Rai 3. Il Muro, fu costruito nel 1961 per dare un segno tangibile alla Guerra Fredda, dividendo senza mezzi termini non solo la Germania vinta della II° Guerra Mondiale, ma anche e soprattutto l’Europa. Quell’Europa ancora stordita dal macello provocato da Hitler sanato dalle truppe americane, inglesi, francesi e dalla Russia, che come debito di “guerra”, si accaparrò sotto la sua “ala protettrice”di stampo Sovietico, tutti quelli stati liberati a sua volta dall’Armata Rossa.


Dalla Porta di Magdeburgo, attraverso il Check Point Charlie, il Ponte delle Spie, sul selciato della Bornholmer Strasse (il varco del Muro che è “caduto” per primo), la sede della Stasi (la polizia politica che teneva sotto controllo capillarmente tutto e tutti) Ezio Mauro ci accompagna in un racconto di ventotto anni di “prigionia”, morte, privazione della libertà di espressione e di pensiero, tramite la viva voce di chi, sia da una parte che dall’altra, visse quel periodo di “vergogna”. Ci sono le parole di Kennedy (Ich bin ein berliner), quelle di Reagan (Mr Gorbacev tear down this wall!) la fatidica domanda che Riccardo Ehrmann, corrispondente italiano dell’Ansa durante quella celebre conferenza stampa, fece al portavoce della DDR, Gunther Schabowski, che portò l’annuncio della caduta del muro. Tante voci, tanti volti, tanti sguardi, speranze e delusioni, riportate in vita percorrendo tangente quei 155 chilometri di cemento e filo spinato, sullo sfondo di una città simbolo, dove sopravvivono le tracce e le memorie di un recente passato. Quello che ne resta sono i pezzi di Muro ancora oggi in piedi a monito a non dimenticare. Ma oltre alla pietra e il ferro, gli edifici coinvolti nello stravolgimento architettonico di Berlino, anche la musica di David Bowie; che cantando Heroes in un famoso concerto ai piedi del muro, diede anch’esso una picconata alla barriera. Perché lo scopo di Ezio Mauro, con il suo documentario è quello di non disperdere la memoria e ricordarci che dopo il Muro, molti altri muri sono stati eretti. Non solo di mattoni, ma anche metaforici e di sangue.



(Venerdì 8 Novembre 2019)


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