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Biopic deludente firmato da Andrei Konchalovski

Il Peccato - Il furore di Michelangelo

Ottima prova d'attore per Alberto Testone


di Mario Dal Bello


Vorrebbe essere una presentazione del vero Michelangelo, fuori dalla leggenda e dal mito, il film diretto da Andrei Konchalovski e interpretato da un somigliante Alberto Testone. Vorrebbe anche mostrare il lato sporco del Rinascimento, le strade, le viuzze, la gente lacera e abbruttita. E il Genio ingordo,superbo, attaccato al guadagno, imbroglione con i Della Rovere –che glielo perdonano perché è un genio -, ossessionato da un padre-padrone, da un fratello frate invasato, dalla Inquisizione (!”). Per un po’ci riesce. Specialmente – ed è la parte migliore – quando racconta la sua vita tra gli scavatori nelle Alpi Apuane.

Alberto Testone in una scena del film



Ma poi, scende nel grottesco presentando un immenso Leone X sudaticcio, coi capelli lunghi e unti mentre lo vestono – sequenza abusata in vari film, si veda “Luther” -, gli inquisitori che lo minacciano (ma quando mai è successo al tempo della Volta?), i cardinali sempre col rosario in mano (ma quando mai a quel tempo!),papa Giulio che quasi muore nella sua bottega, eccetera. Per un film che vorrebbe essere “storico” la fantasia ha un po’ preso la mano: siamo nella fiction.
Molto meglio rivedersi Il tormento e l’estasi con un atletico Charlton Heston e Rex Harrison: spettacolare, eroico certo, ma coglie il carattere difficile del Genio, pur mitizzandolo.
Meno male che la fotografia è bella, quella sì,soprattutto nei panorami. Ma non basta. Questo sì che è un peccato.

giudizio:**




(Mercoledì 27 Novembre 2019)


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