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Nel passato il mistero del ghiaccio

Frozen II - Il segreto di Arendelle

Ambientalista e pan-etnico, non coinvolge come dovrebbe


di Roberto Leggio


Con Elsa, Regina che è riuscita a domare “il ghiaccio”, il Regno di Arendelle ha trovato la pace. Con lei anche la sorella Anna, principessa a tutti gli effetti, e i suoi amici Kristoff, il pupazzo di neve Olaf e la renna Sven. La tranquillità della loro vite viene però turbata da una voce angelica che solo Elsa riesce a sentire e che costantemente, giorno e notte, la chiama con un canto fino a risvegliare in lei dei poteri legati alla forza che il padre ha incontrato nella foresta molti anni prima. Questi nuovi poteri si materializzano con dei cristalli e diventano sempre più forti fino a quando tutti gli elementi (fuoco, acqua, vento e terra) si abbattono sulla città di Arendelle. Elsa confida così ad Anna la presenza della voce che la sta chiamando da una terra lontana e insieme decidono di partire alla ricerca dell’origine dei suoi nuovi poteri.



Il potere del ghiaccio ed il suo mistero. Forte del miliardo di dollari guadagnati con il primo Frozen, la Disney ha deciso di sviluppare ulteriormente la storia di Elsa e di sua sorella Anna (anche dopo un corto metraggio dal titolo Frozen Forever). Andando controcorrente, la casa di Topolino ha deciso un sequel immettendolo nella scia dei cosiddetti “classici” (l'ultima volta per il cinema era stata il secondo episodio poco riuscito di Bianca e Bernie), che ha purtroppo tutti gli stilemi e le limitazioni di un prodotto per l'Home Video. La risposta è riposta nella serializzazione che il cinema attuale rincorre per aumentare i profitti e allargare il più possibile un pubblico sempre più smaliziato. Ecco dunque che il potere del ghiaccio di Elsa, non poteva essere relegato ad una singola avventura. Così non è innaturale che il canto che la Regina del Ghiaccio sente persistentemente nelle orecchie, sia legato a prima della sua nascita. Senza rivelare granché, ci troviamo davanti ad una copia imperfetta dell’originale con eccezionali effetti speciali (strabilianti le animazioni delle acque ed il cavallo di ghiaccio) e una trama sottilissima (ma molto importante, nonostante il deja-vu), che preme però sull'autocoscienza ambientalista e la convivenza tra i popoli (in filigrana i nativi americana, ma anche altre etnie distrutte dalla civilizzazione). Senza contare il messaggio più importante: il rispetto nei confronti della Natura sempre più offesa ed in pericolo. E se ci mettiamo anche la grande metafora in cui gli errori dei padri (o dei nonni) ricadono sulla testa dei figli, ci ritroviamo con un buon prodotto da non sottovalutare. Come il solito è presente la solidarietà famigliare, qui molto più marcato tra le due sorelle, Regina e Principessa, specchio l'una dell'altra. Non rinunciando al musical, con brani di grande impatto (molto orecchiabili però), Frozen II allarga le implicazioni narrative (due Regni: di acqua, ghiaccio e Terra), ponendo le basi per un probabile terzo episodio. Non così necessario.

Giudizio **1/2



(Mercoledì 27 Novembre 2019)


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