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35 anni dopo torna al cinema il cult di Frank Roddan

Quadrophenia

Can you see the real me?


di Roberto Leggio


Trentacinque anni dopo esce al cinema Quadrophenia, film culto tratto dall'omonimo album degli Who. Il film torna in sala per un giorno (domani mercoledi 10 Dicembre, l'elenco delle sale è disponibile su www.nexodigital.it), in versione restaurata e rimasterizzata, volutamente doppiata (anche se noi l'avremmo voluta in originale), nel quale si racconta di quella generazione di giovani che affrontarono per primi la beat generation britannica (conosciuta poi come beatnik), attraverso il protagonista Jimmy, adolescente che in sella alla sua Lambretta, vede la sua vita da Mod “polverizzarsi” in una grande illusione. Frank Roddan, il regista, si ispirò all'album degli Who, cercando il più possibile di attenersi alla struttura della vicenda scritta e vissuta in prima persona da Pete Towsend, famoso chitarrista del gruppo che proprio nel 1964 (anno in cui è ambientata la storia) si trovava a Brighton durante i disordini tra le due bande rivali: i Mods, giovani ben vestiti che guidavano scooter italiani; e i Rockers, seguaci del Rock'n'Roll americano anni '50, vestiti con giubbetti di pelle ed in sella a grosse motociclette. Il film, come tra l'altro l'album omonimo, mette in luce i contrasti di quella generazione inglese degli anni '60 che cercava di uscire dalle tradizioni di un mondo racchiuso in un perbenismo ormai obsoleto. Quadrophenia, il titolo riflette le quattro distinte personalità (o meglio ancora sbalzi d'umore) in cui versa Jimmy, che sfrattato di casa, perso il lavoro, l'amore per la coetanea Steph, cerca rifugio nelle droghe (le pillole blu dell'anfetamina), causandogli una profonda delusione dagli ideali a cui la sua banda si aspira. Un'opera rock che intercetta un malessere di un gruppo di ribelli senza causa, che in anticipo sui tempi posero le basi alla nascita, solo tredici anni più tardi del movimento punk, tra l'altro poi fagocitato da un inevitabile conformismo.


Alla sua uscita il film, almeno in Italia, non fu un successo, nonostante si pensò bene di mettere in evidenza il cammeo di un giovanissimo Sting (Ace, il Mod più carismatico, che Jimmy scoprirà con disappunto essere il facchin, Bell Boy, di un Grand Hotel, facendogli deflagrare definitivamente i suoi ideali), forse perché pochi o quasi nessuno erano a conoscenza del movimento Mod. C'è comunque da dire che anche all'uscita dell'album, molti estimatori degli Who si trovarono spiazzati dalla struttura musicale del disco, molto lontano dai più conosciuti Tommy, My Generation e Who's Next. Ad ogni modo Quadrophenia, divenne ben presto uno dei migliori dischi della band, sono addirittura il migliore rock album in assoluto. Quadrophenia, il film, è comunque da vedere per far riscoprire alle nuove generazioni un cult roboante di Rythm and Blues e Northem britannico, lontano anni luce da internet, Iphone ed altre diavolerie contemporanee. Love, reign o'er me....



(Martedì 9 Dicembre 2014)


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