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Fiction Rai contro il Revisionismo storico

La guerra è finita

Affresco post bellico di pacificazione e ritorno alla vita


di Roberto Leggio


Roma – La croce e la delizia del ritorno. Da una guerra distruttiva. Dai Lager nazisti. Di padri partigiani. Di bimbi sopravvissuti, ancora più vittime perché ebrei. Cosa si è perso di più? La libertà o la dignità di esseri umani. O solamente la pietà di una infanzia rubata? La Guerra è Finita, fiction con Michele Riondino e Isabella Aragonese per la regia di Michele Soavi con la sceneggiatura di Sandro Petraglia che andrà in onda in quattro serate da Lunedi 13 Gennaio; è un affresco di quello che è accaduto dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. I sopravvissuti bambini e adulti combattenti che tornano alla vita. Difficile in un paese distrutto e allo sbando, dove ancora regna il sospetto e l’incrollabile sentimento dei vinti nei confronti dei vincitori in una “nuova” Italia alla ricerca della pacificazione e della ricostruzione. E’ una miniserie, molto lontano dalle fiction americane più spettacolari e dinamiche sul piano narrativo, girato per la quasi totalità in interni e negli spazi ristretti di una tenuta agricola nei pressi di Piacenza: ma potrebbe essere un film di otto ore da vedere con la consapevolezza che il passato è una fonte di verità da non dimenticare. Soprattutto in questo nostro paese dalla memoria corta, dove i rigurgiti fascisti serpeggiano nelle strade e l’antisemitismo è purtroppo ancora vivo e vegeto. Tratto in parte dalla vera storia della comunità di Selvino nella bergamasca, ma soprattutto da un brano tratto da La Tregua di Primo Levi, in cui si racconta la vita spezzata di un bambino di tre anni nato e assassinato ad Auschwitz senza mai aver visto un albero, è nelle parole di Michele Soavi e Sandro Petraglia è un “film necessario” per non dimenticare e dove nessuno debba mai più rivivere l’orrore delle deportazioni.



(Martedì 7 Gennaio 2020)


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