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Il Docu-film che celebra il centenario della nascita dell'Aeronautica Militare

I Cacciatori del Cielo

Fiction sulle gesta di Francesco Baracca interpretato da Giuseppe Fiorello.


di Oriana Maerini


Giuseppe Fiorello nel ruolo di Francesco Baracca- Foto Nicola Oleotto

"Per interpretare il ruolo di Francesco Baracca mi sono fatto guidare dal regista Mario Vitali che mi ha fatto scoprire un personaggio che ha dato vita alla storia dell'aeronautica conseguendo la prima vittoria italiana. Sono un sentimentale e questo eroe mi ha affascinato. Sono rimasto colpito moltissimo quando Baracca racconta che andava in guerra non per uccidere il nemico; ma per abbattere gli aerei, simbolo del nemico. Non andava fiero nemmeno del suo primato di aerei abbattuti, ma quasi si incupiva quando lo elogiavano per questo." Così Giuseppe Fiorello spiega la sua affascinazione per il comandante della 91.ma Squadriglia, soprannominato l'Asso degli Assi, un vero eroe nazionale.
Cinebazar ha visto in anteprima il docu-film "I cacciatori del cielo" nato per celebrare il Centenario della Costituzione dell'Aeronautica Militare attraverso la storia dei suoi pionieri, in onda stasera in prima visione su RAI 1 alle 21.30, in prima assoluta.
Realizzata da Rai Documentari, prodotto da Anele con Luce Cinecittà, in collaborazione con Rai Documentari, con il Patrocinio e la partecipazione del Ministero della Difesa, Aeronautica Militare e Difesa Servizi e con il Patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, la fiction diretta dal regista Mario Vitale, annovera nel cast, oltre a Fiorello, anche altri attori importanti del panorama italiano: Luciano Scarpa nel ruolo del Comandante Pier Ruggero Piccio, altra figura carismatica dell’aviazione italiana e asso della Grande Guerra, in seguito primo Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare; Claudia Vismara, che dà il volto a Norina Cristofoli, giovane cantante lirica di Udine, bella, timida e allo stesso tempo determinata, che vivrà un’intensa seppur breve storia d’amore con Francesco; Andrea Bosca, che interpreta il personaggio di finzione Bartolomeo Piovesan, meccanico di umili origini addetto alla manutenzione dell’aereo di Baracca e geniale ideatore di fondamentali migliorie nelle prestazioni di volo dei rudimentali velivoli della compagnia.

Luciano Scarpa, Giuseppe Fiorello, Ciro Esposito, Rodolfo Corsato




La Fiction, adatta ad un vasto pubblico, nata da un progetto, scritto da Pietro Calderoni e Valter Lupo, con la collaborazione di Mario Vitale e la consulenza storica di Paolo Varriale, ha il pregio di non raccontare solo le imprese eroiche di Baracca e della sua squadriglia, ma anche l'umanità e la fratellanza di questi pionieri del volo che si distinsero per le loro azioni e il loro coraggio durante la Prima Guerra Mondiale.
Giuseppe Fiorello veste bene i panni di un eroe-gentiluomo che ha pietà per il nemico ucciso, prende sotto la sua ala protettrice il suo meccanico offrendogli amicizia e supporto morale e si immola per primo in un'azione di guerra molto pericolosa.

I cacciatori del cielo è un prodotto televisivo costruito con grande perizia grazie anche all'intuizione della produttrice Gloria Giorgianni che ha proposto la sperimentazione di una narrazione composta da diversi linguaggi: un mix di eccellente ricostruzione storica (grazie anche alle foto ed ai filmati d'epoca dell'Istituto Luce), fiction, testimonianze attraverso interviste ricostruite e disegni animati. Ne scaturisce un racconto avvincente ed originale che ha tutta la potenzialità di catturare anche il pubblico giovanile. Una riscoperta quanto mai preziosa della nostra memoria storia e delle valorosità dei nostri soldati.




Giuseppe Fiorello e Claudia Vismara ina scena


Francesco Baracca e la sua guerra:

Giuseppe Fiorello è Francesco Baracca, che per i suoi meriti sarà in breve promosso prima capitano e poi maggiore, assumendo nel frattempo il comando della 91a Squadriglia, la “Squadriglia degli assi”: romagnolo, sanguigno, istintivo e coraggioso, affascinante e colto, di ottima famiglia, generoso, spavaldo ma mai inutilmente votato al sacrificio. Ricordato come “l’Asso degli assi” per aver conseguito il maggior numero di vittorie aeree tra i piloti italiani della Grande Guerra e in assoluto, ottenendo 34 vittorie nei combattimenti aerei, Francesco Baracca si impose rapidamente nell’immaginario collettivo del popolo italiano come un vero e proprio eroe nazionale.

L’arco narrativo del docu-film parte dal 1915, anno in cui Baracca, Piccio e Piovesan, tre uomini molto diversi fra loro per estrazione sociale, provenienza e indole ma destinati a diventare grandi amici, si ritrovano insieme nel campo di aviazione di Santa Caterina, vicino Udine, sede del primo reparto aerei da caccia e del Comando Supremo; l’iniziale difficoltà a resistere contro i raid aerei austroungarici verrà superata dalle innovazioni introdotte dal meccanico Piovesan e dalla maestria di quei pionieri del volo, in primis Baracca, che conseguirà la prima vittoria italiana nella storia dell’Aeronautica, il 7 aprile 1916, a cui ne seguiranno molte altre, rendendolo un’icona nella popolazione italiana, insieme allo stemma del suo aereo, il Cavallino rampante. Un successo che indurrà il Comando Supremo a superare le perplessità iniziali e istituire una squadriglia di élite, la 91a, per le operazioni particolarmente delicate, affidata a Baracca. La disfatta di Caporetto porterà anche la squadriglia ad abbandonare Santa Caterina per trasferirsi in Veneto, sul campo di aviazione di Quinto, vicino Treviso. Per le loro imprese, Baracca e Piccio ottengono la medaglia d’oro al valor militare, fino alla tragica morte dell’asso degli assi, avvenuta a 30 anni il 19 giugno 1918 nel corso di una missione sul Montello, durante la Battaglia del Piave. La sua morte suscitò grande commozione in tutto il Paese.



A suo nome nel 1926 fu inaugurato a Lugo di Romagna il Museo Francesco Baracca, dal 1993 trasferito nella casa natale del pilota, luogo particolarmente suggestivo che ospita anche il caccia originale su cui ha conseguito la sua 30a vittoria, lo SPAD VII S2489, e dove si sono svolte alcune riprese grazie alla collaborazione con il Comune di Lugo di Romagna, Emilia-Romagna Film Commission, Visit Romagna e Consorzio In Bassa Romagna. Le altre riprese sono state realizzate in Veneto a Nervesa della Battaglia, presso la Fondazione Jonathan Collection, dove è stata utilizzata anche la replica volante dello SPAD XIII, uno degli iconici aerei di Baracca, a Villafranca di Verona, a Lonigo e presso il Museo Villa Lattes di Istrana.





(Mercoledì 29 Marzo 2023)


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