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Fine del tour invernale di Dedicato a Noi al Palasport di Roma

La festa rock di Ligabue

Grande musica e grande partecipazione alla messa del Rock padano


di Roberto Leggio


RomaLigabue è un rocker che mette d’accordo anche chi rocker (in parte) non lo è. Il concerto di ieri sera è un compendio di una carriera che ha sempre ballato sul mondo. Anche perché non si poteva permettere qualche errore, in quanto lo spettacolo che ha entusiasmato il Palasport di Roma non ha solo chiuso il tour invernale del nuovo LP Dedicato a Noi, ma è stato quello recuperato per la “merda di influenza” che ha colpito il cantante prima di salire sul palco nella data di novembre. Il Liga si vuole divertire in modo da chiedere scusa a tutti quei fans che sono accorsi al Palasport nonostante il ponte dell’Immacolata. E cosi mentre si spengono le luci in una brusio di fremente attesa, esplode una ovazione di tutti i seimila paganti dando inizio di un concerto che si prevede unico. Sul palco proiettato su un grande schermo, scorrono le immagini di Roma, preludio di Una canzone senza tempo che parla della Capitale, della sua storia millenaria e dei disastri che convivono con la rabbia e l’amore della sua gente. Il testo del pezzo gira sullo schermo così il popolo del Liga canta a squarcia gola con lui, immergendosi nella metafora del disfacimento sociale e dell’isolamento. Ligabue sa come parlare al suo pubblico. Quello che conosce a memoria qualsiasi pezzo venga cantato e suonato in una sorta di messa laica. Il corpo e il sangue del rock’n’roll. E in questo tributo pagano lo spettacolo prosegue senza interruzioni dove il Liga incita il palazzetto a fare festa con lui. Già al secondo pezzo Si viene e si va, sugli spalti sono tutti i piedi a ballare qualsiasi nota si alzi dalle chitarre che si agitano sul palco, accompagnate da un gioco di luci vorticoso. Il rocker della padana abbozza Ballando sul mondo e il Palazzetto esplode. Perché è giusto così. Dobbiamo ballare sui nostri sogni e sulle nostre aspettative. E se non saremo diventati delle Star, almeno ci avremo provato. Il Liga lo sa e propone molti pezzi del suo ultimo Lp, che è un resoconto lucido per noi tutti di fare i conti con passato, ma con uno sguardo puntato al futuro.

Ligabue nelle foto di Maurizio Bresciani

A metà concerto si srotola una raffica di brani d’antan: I ragazzi sono in giro, Non è tempo per noi, Vivo o morto X, Marion Brando è sempre lui, Lettera a G, Questa è la mia vita, Quella che non sei, Ti sento, Happy hour; che sono una sorta di corposo Juke Box della sua carriera. Il concerto termina con Certe Notti, ormai un cavallo di battaglia. Un pezzo da leggenda. La macchina calda è ormai ben oliata, e anche noi tutti che saltiamo balliamo in quello spazio ristretto tra un sedile e l'altro, vorremo correre in quelle notti senza fine. Il break è brevissimo e dopo pochi minuti la band di altissimo livello, torna sul palco a regalare gli ultimi due brani. La metà della mela, che una poesia in musica dedicata a tutte le coppie e soprattutto con un guizzo di chitarre capitanate da Fede Poggiolini che usa lo strumento come una mitragliatrice, Ligabue dedica a tutti suoi fans Urlando contro il cielo, cambiando di fatto la scaletta dell’intero tour. Il concerto finisce in gloria, perché il rock è ancora qualcosa che unisce ed è capace di superare le barriere sociali, di razze e di sesso e soprattutto del tempo della musica.

LIgabue e la band nelle foto di Maurizio Bresciani



(Domenica 10 Dicembre 2023)


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