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Mario Monicelli

La sostenibile leggerezza del cinema

Un libro intervista sul grande maestro


di Elena Scerni


"Intervista a Mario Monicelli
La sostenibile leggerezza del cinema"

di Oriana Maerini e Mariano Sabatini
Prefazione di Walter Veltroni
Edizioni Scientifiche Italiane
93 pagine




“Tra la Lollo e la Loren chi era la più brava? Sicuramente la Lollo che non ha sposato un produttore e si è fatta da sola...”
Questa è una delle tante risposte argute, intelligenti, simpatiche e provocatorie del grande maestro Mario Monicelli che si trovano nel prezioso libro "Intervista a Mario Monicelli - La sostenibile leggerezza del cinema" di Oriana Maerini e Mariano Sabatini.
Chi meglio di Monicelli può raccontare, infatti, la stagione d’oro del nostro cinema? In più di 60 anni di carriera il regista livornese ha attraversato diverse stagioni della cinematografia, giocando in alcune di esse un ruolo determinante: da quella del cinema di regime (in cui ha iniziato la sua attività professionale realizzando alcuni cortometraggi e frequentando come assistente i set di Augusto Genina e Mario Camerini) a quella del dopoguerra, caratterizzata dall’affermazione del neorealismo (dove si è fatto apprezzare come sceneggiatore) fino alla fortunata e controversa stagione della commedia “all’italiana” (di cui ha gettato le basi girando “I soliti ignoti” nel 58 e regalandoci alcuni capolavori: da “La grande guerra” a “I compagni” da “L’armata Brancaleone” a “Romanzo popolare”) La sua opera rappresenta un’esperienza unica nel panorama italiano anche perché difficilmente etichettabile. Oggi il giovane-vecchio, dall’alto dei suoi 89 anni compiuti, continua a “fare scuola” anche attraverso questo piccolo volume che è un condensato di sapienza, mai retorica espresso da un protagonista attendibile della vita italiana. Un libro che diverte, che sorprende e che si legge tutto d’un fiato. Arguto, profondo, cinico, sensibile, divertente, questi sono alcuni degli innumerevoli appellativi attribuiti nel corso della sua proficua e fortunata carriera al regista dell’indimenticabile “I soliti ignoti”: Tutte queste qualità ed altre ancora emergono da questa lunga, piacevolissima e articolata conversazione che gli autori Maerini e Sabatini hanno avuto il privilegio di scambiare con uno dei più grandi autori della commedia all’italiana. Il libro riporta, inoltre, un grande prefazione-omaggio al Maestro redatta da Walter Veltroni, cinefilo convinto e fan del Maestro. “Monicelli - scrive il sindaco di Roma - è soprattutto un abile descrittore dell’animo italico, dei “tipi”, delle virtù e di difetti di un popolo .” Veltroni confessa, poi, qual è il suo film preferito: un episodio tratto da “I nuovi mostri” che si intitola “Hostaria” : Tognazzi e Gassman, sbalestrati camerieri alle prese con un mitico “zuppone”.
In appendice al libro, inoltre c’è una imperdibile carellata di interviste a 19 grandi interpreti del nostro cinema, da Gassman alla Vitti da Prioietti fino a Pieraccioni che raccontano l’esperienza del loro rapporto privilegiato con Mario Monicelli.



(Lunedì 6 Settembre 2004)


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