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Il re del soft-porn d'autore

Omaggio a Russ Meyer

Su Studio Universal i suoi film migliori


di red.


Ad un anno dalla sua scomparsa, il 18 settembre 2004, Studio Universal (Sky), rende omaggio a Russ Meyer, il regista mito del cinema erotico, re dello sguardo malizioso, icona della cinematografia libertaria internazionale degli anni ‘60 e ‘70. La figura di Meyer spicca nel panorama bizzarro di film basati su storie torbide tra splatter e horror, porno e trash tanto da farne un indimenticato maestro del genere.

Il canale satellitare dedica al regista un doppio appuntamento settimanale dal 3 al 24 settembre, mandando in onda, ogni sabato, a partire dalle 23.30, due titoli cult.

I titoli della rassegna:

Lorna (1964) e, a seguire, Motorpsycho (1965)·
Faster Pussycat! Kill! Kill! (1966) e, a seguire, Mondo Topless (1966)·
Vixen (1969) - nella sua versione originale con sottotitoli in italiano – seguito da Supervixens (1975)
Up! (1976) e, a seguire, Beneath the Valley of the Ultravixens (1979)

Nato nel 1922, RM (così come Russ Meyer chiamava se stesso) rivelò molto presto il suo talento cinematografico. Aveva 15 anni, quando vinse un premio per cineasti dilettanti. Nel 1942, all’età di 20 anni, Meyer entrò nell’esercito dove passò buona parte della Seconda Guerra Mondiale, filmando le battaglie in Europa. Dopo la guerra, diventò fotografo professionista realizzando nel 1955 il primo centerfold di Playboy. Quattro anni dopo, nel 1959, RM debuttò nel cinema con The Immoral Mr. Teas, considerato il primo autentico film porno americano. Meyer ha, in realtà, uno stile unico: i suoi film sono selvaggi, sexy e soprattutto divertenti e il suo sardonico senso dell’umorismo, insieme al gusto per la satira, sono il suo marchio di fabbrica. Tra il 1964 e il 1965, Meyer attraversò quello che definì il suo periodo “Bianco e Nero Gotico”, girando quattro dei suoi migliori film: Lorna, Mudhoney, Motor Psycho and Faster Pussycat! Kill! Kill!. Oggi vengono considerati film che hanno precorso i tempi, in particolare Faster Pussycat! Kill! Kill!, definito da molti critici uno dei migliori film di quella decade.

Seguirono Mondo Topless (1966), finto documentario sulle meraviglie della femminilità, per seguire con Vixen (1968), Supervixen (1975), Ultravixen (1979).
Troppo sbrigativamente liquidato come regista di serie Z o soft-porn, Russ Meyer, è stato in realtà un geniale folle cui il tempo futuro senz’altro restituirà i meriti che il tempo passato ottusamente gli ha negato.



(Venerdì 2 Settembre 2005)


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