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A Venezia l'ultima spiaggia del cinema d'autore

La difesa delle libertà civili

A proposito di "Good Night, and Good Luck"


di Pino Moroni


Venezia è diventata l'ultima spiaggia del cinema d'autore, vero, onesto, intransigente, impegnato, umano ma razionale.
Good night, and good luck, film premiato per la migliore sceneggiatura a Venezia, è il film che, con il suo approfondimento sull'amore per la verità, alimenta più di ogni altro tali caratteristiche.
Film secco, conciso, essenziale, rigoroso, fotografato in bianco e nero, ambientato dietro le quinte, come un vero documento di una redazione della CBS americana.
Film che abbiamo potuto vedere e godere perchè (tautologicamente) è stato invitato ed ha vinto a Venezia: immaginate se fosse uscito nelle sale ad aprile-maggio, in mezzo a mediocrità di ogni tipo.

Good Night, and Good Luck


Nell'opera di George Clooney, sceneggiatore e regista, la solidità del credo di Edward Murrow, vero anchor man dell'America degli anni '50, che si oppone, a proprio rischio, ai metodi inquisitori del senatore Mc Carthy, fa commuovere più del falso piagnisteo dilagante degli ipocriti film strappacuore delle ultime stagioni cinematografiche.
Purtroppo nel criticare anche aspramente quel tipo di film -che si moltiplica negli sceneggiati televisivi-, si riceve sempre più l'accusa di non aver sentimenti, di non essere moderni e aggiornati o peggio di voler fare gli intellettuali.
Così vero che in ogni casa, televisione ormai sempre accesa, o si parla del programma di turno o ancor peggio non si parla più, così non si rischia di venire a contatto con la realtà che -si sa- può creare problemi e contrasti di opinione.
Ma questo significa non saper più vivere.

Good Night, and Good Luck


Good night, and good luck è un gran bel film, che ci riconsegna questa facoltà e felicità di vivere. La lotta di Edward Murrow per le libertà civili, il suo forte impegno per una televisione di contenuti si inserisce nel filone del più classico giornalismo di impegno civile, di inchiesta e di denuncia.
Il film documenta di un giornalista (interpretato da David Strathaim, premio per il migliore attore a Venezia) che opera senza subire i ricatti del potere né politico né economico (grande interpretazione dell'attore Frank Langella nella parte dell'editore).

Il film è anche l'occasione di apprezzare George Clooney, finora visto in parti molto superficiali, ed invece uomo pieno di approfondimenti e sensibilità (bella la sua figura di comprimario, privo del carisma del protagonista,.
La bravura di Clooney è anche nel saper raccontare, attraverso un affresco sul giornalismo televisivo degli anni '50, il momento presente. Il suo protagonista -tramite le parole di un discorso che copre l'inizio e la fine del film- denuncia l'asservimento dei giornalisti e la strumentalizzazione dei programmi. In generale il nostro tempo televisivo, fatto solo di "intrattenimento, di divertimento, di isolamento".


Premiato a Venezia, capolavoro assoluto
Good Night, and Good Luck
George Clooney, un grande regista
Si ha la sensazione, vedendolo, di guardare un classico del cinema. Dategli tempo, lo diventerà.



(Lunedì 26 Settembre 2005)


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