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Il drammaturgo inglese ha vinto il Nobel per la letteratura 2005

Il Nobel ad Harold Pinter

Un premio anche per il suo cinema


di Piero Nussio


Harold Pinter, di Justin Mortimer (1992), olio su tela


Il drammaturgo inglese Harold Pinter ha vinto il Nobel per la letteratura 2005.
L'Accademia di Svezia ha motivato il riconoscimento al 75enne drammaturgo inglese sottolineando che "nelle sue opere svela il baratro sotto le chiacchiere di ogni giorno e costringe a entrare nelle chiuse stanze dell'oppressione". Il suo stile scarno, pieno di silenzi, ha dato vita all'aggettivo «pintoresco».
È uno dei più famosi drammaturghi inglesi, per opere come «The Birthday Party» e «The Caretaker». «Moonlight» e «Ceneri alle ceneri mostrano quanto la cosiddetta normalità sia il vero assurdo, e quanto sia spaventosa e opprimente la sua messa in scena, specie se condita con l'ironia all’inglese di cui Pinter è maestro.

Gli accademici hanno fatto una scelta coraggiosa per almeno due motivi: Pinter non è uno scrittore in senso stretto, è un poeta ma soprattutto uomo di sceneggiatura, sia di teatro che di cinema. E in questo la scelta ricorda quella del Nobel a Dario Fo.
Il secondo motivo è l'impegno politico: Pinter è sempre stato è anche famoso per le sue campagne a difesa dei diritti umani e la sua voce si è levata spesso contro la guerra in Iraq. È apparso anche, nel 2004, nel documentario della BBC “One year on Iraq” prendendo una forte posizione contro ciò che i suoi compatrioti stanno compiendo a Bagdad.


Harold Pinter, di Cecil Beaton (1962), stampa fotografica


Il mondo del cinema può essere particolarmente fiero di questo premio, perchè Harold Pinter vi si è dedicato sempre con grande impegno.
Come sceneggiatore, soprattutto, di opere proprie e di romanzi di grandi scrittori, da Franz Kafka a Francis Scott Fitzgerald, ma non disdegnando di trattare romanzi di genere ed opere d’ogni tipo.

Ha iniziato il suo impegno nel cinema nel 1963, con la riduzione cinematografica di una delle sue prime opere, The caretaker, collaborando con Clive Donner e Nicolas Roeg, ma poi ha cominciato ad amare quel mondo ed è diventato un compagno di strada del new cinema inglese degli anni ‘60/’70.

Eccolo quindi al lavoro con Joseph Losey, Michael Anderson, William Friedkin, l’attore Dirk Bogarde e tutto il cinema inglese di qualità di quegli anni.

Harold Pinter, di Cecil Beaton (1962), stampa fotografica


Poi il salto in America, a sceneggiare per la Paramount l’ultimo film di Elia Kazan, quell’ultimo Tycoon in cui Scott Fitzgerald condensava la sua esperienza di sceneggiatore per il cinema.

Cinema sul cinema e del cinema, ma Harold Pinter non si è lasciato irretire dalle sirene hollywoodiane e, dopo quel filmone con Robert De Niro, Jack Nicholson e Anjelica Huston, se ne è tornato nella natia Europa.
Lì ha trovato l’inglese Karel Reisz, il tedesco Volker Schlöndorff, e l’americano Jerry Schatzberg (ma per un film “tedesco” come “L’amico ritrovato”).
Insomma, di nuovo gli autori guastafeste, i registi e le produzioni “fuori dal coro”.

Nel frattempo ha sceneggiato molte opere per la BBC, anche in questo caso sia a partire da suoi lavori che da lavori altrui. Ed intanto scrive poesie e fa l’attore cinematografico, con lo pseudonimo di David Baron.

Harold Pinter è nato in un sobborgo di Londra il 10 ottobre1930, da pochi giorni ha quindi compiuto settantacinque anni. Lasciate che, anche da CineBazar, gli facciamo gli auguri con:
Happy birthday, angry young man!.



Harold Pinter, di Mark Gerson (1960), stampa fotografic


Filmografia essenziale di Harold Pinter

  • The caretaker: il guardiano (The caretaker, regia di Clive Donner, fotografia di Nicolas Roeg, GB, 1963) autore del soggetto –anche attore in una particina
  • Il Servo (The Servant, regia di Joseph Losey, GB, 1963), sceneggiatore, –anche attore in una particina
  • Frenesia del piacere (The Pumpkin Eater, regia di Jack Clayton, GB 1964), sceneggiatore
  • Quiller Memorandum (The Quiller Memorandum, regia di Michael Anderson, GB 1966), sceneggiatore
  • L'incidente (Accident, regia di Joseph Losey, GB, 1967), sceneggiatore, –anche attore in una particina
  • Festa di compleanno (The Birthday Party, regia di William Friedkin, GB 1968), soggetto e sceneggiatura
  • Messaggero d'amore (The Go-Between, regia di Joseph Losey, GB, 1970), sceneggiatore
  • Gli ultimi fuochi (The Last Tycoon, regia di Elia Kazan, USA 1976), sceneggiatore
  • La donna del tenente francese (The French Lieutenant's Woman, regia di Karel Reisz, GB 1981), sceneggiatura
  • Tradimenti (Betrayal, regia di David Hugh Jones, GB 1983), soggetto e sceneggiatura
  • Tartaruga ti amerò (Turtle Diary, regia di John Irvin, GB/USA 1985), sceneggiatore, –anche attore in una particina
  • L'amico ritrovato (Reunion, regia di Jerry Schatzberg, Germania/Francia/GB1989), sceneggiatore
  • Cortesie per gli ospiti (The Comfort of Strangers, regia di Paul Schrader, Italia/GB 1990), sceneggiatore
  • Il racconto dell'ancella (The Handmaid's Tale, regia di Volker Schlöndorff, Germania/USA 1990), sceneggiatore
  • Il processo (The Trial, regia di David Hugh Jones, GB 1993), sceneggiatore dal romanzo di Kafka


Un innovatore del cinema
Il cinema di Harold Pinter
Riscoprirlo in occasione del Premio Nobel
Chi ha avuto il privilegio di vivere gli anni 60/70, ha fatto anche un po’ di strada con Harold Pinter.



(Giovedì 13 Ottobre 2005)


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