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A Roma e Milano

Cinema e Brand si incontrano

Due giorni di convegno per capire lo strumento del "Product Placement"


di Oriana Maerini


Cos'é il Product Placement e quali opportunità offre al mondo del cinema? Per rispondere a queste domande si sono svolti due convegni, prima a Roma e poi a Milano, dove la pubblicità e la settima arte hanno avuto modo di conoscersi meglio.
"Il Product Placement non è altro che uno strumento di marketing aggiuntivo che lavora sull’emotività e ha effetto nel medio e lungo periodo. E' l’integrazione di brand e prodotti all’interno delle pellicole cinematografiche che si sposa perfettamente con l’attuale tendenza della comunicazione di valorizzare il brand piuttosto che il singolo prodotto. E per creare emozione attorno a un brand il cinema è un mezzo d’eccellenza” - E' con queste parole che Fabio Fabbi, direttore marketing strategico e comunicazione di Cinecittà Holding riassume il significato del termine.
Il Product Placement è, quindi, un'incredibile opportunità per dare nuova linfa vitale all'industria cinematografica in tempo di crisi e di taglio dei fondi pubblici.

Dopo l’incontro romano, dove un panel di professionisti del marketing e della pubblicità ha spiegato il proprio punto di vista al mondo del cinema, oggi a Milano hanno preso la parola registi, autori e case di produzione cinematografica davanti a un pubblico di aziende e agenzie di pubblicità che affollava le sale della Terrazza Martini.
Per Luca Lucini, tra i primi registi italiani a utilizzare il product placement nel film “L’uomo perfetto”, questo strumento di marketing funziona solo se rispetta la logica del film e il brand viene integrato nella storia in modo coerente.
Oggi le aziende, ha affermato Aaron Lenzini di William Morris Consulting – una società americana che rappresenta attori e registi - hanno scoperto che per raggiungere il consumatore l’entertainment è uno dei modi più efficaci.
Mark Workman, presidente e CEO di Fireworks – che a Hollywood cura il product placement per brand come Visa e Mercedes Benz - ha spiegato che il futuro sta già andando oltre, verso il “brand entertainment”, dove il marchio diventa protagonista della storia.
In Italia, ha affermato l’avvocato Michele Lo Foco presidente di Cinecittà Diritti, un ostacolo al product placement è rappresentato dalla complessità della legge sul diritto d’autore: “spesso in una sola scena di un film italiano i diritti di utilizzo appartengono a cinque o sei persone diverse”.
Per il produttore Maurizio Totti, gli italiani potrebbero creare operazioni di co-marketing e utilizzare le sale cinematografiche per costruire attorno ai film veri e propri eventi.
A chiusura della manifestazione Alessandro Usai, direttore generale di Cinecittà Holding, ha sottolineato che in Italia c’è oggi la necessità di creare, tra aziende, agenzie e produzioni cinematografiche, un intermediario che sappia lavorare in stretta collaborazione con l’autore, che in Italia è la vera “star”, ossia il regista.

Un momento del convegno romano - Foto Sergio Bonuomo -



(Venerdì 14 Ottobre 2005)


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