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Un film inutile e noioso

Niente da nascondere

Nonostante le Palma d'argento a Cannes


di Pino Moroni


Niente da nascondere
(Caché, Francia/Germania 2005)

Chi ha voluto credere, negli ultimi anni, che il cinema francese non fosse contaminato dai "reality show" e perseguisse ancora la strada della costruzione di un film con un bel soggetto, una solida sceneggiatura, buoni contenuti, ottimi dialoghi ed alta recitazione, si dovrà rassegnare.

L'uso pedissequo di tutti i possessori di telecamera di riprendere e immortalare spezzoni di vita quotidiana per poi riderne sopra o commuoversi alla prima proiezione fatta con gli amici, ha contaminato anche i "veri" registi cinematografici.

Michael Haneke (La pianista) dirige film, prende premi (Palma d'argento a Cannes) ed ha un discreto successo di critica e pubblico con opere, prive di ognuno degli elementi essenziali di un film, ma pieni di banalità e voyeurismo, come accade per le trasmissioni del "Grande fratello" e simili.

Macchina da ripresa in soggettivo su una strada che arriva all'ingresso di un appartamento, piano terra, con l'interprete che entra ed esce durante la giornata (10 minuti di film).
Poi la sorpresa: era solo un video che scorreva sullo schermo di un televisore: qualcuno ha spiato la famiglia di Daniel Auteuil e Juliette Binoche (thriller) ed ha inviato la cassetta agli interessati con un messaggio di morte (horror).

Niente da nascondere


Da lì in poi toccherà a noi spettatori guardoni a spiare la vita banale fino alla noia dei componenti della famiglia "Auteuil" (che fanno lavori interessanti, ma nella privacy si comportano da stupidi) con tanto di colazione, pranzo di lavoro, riunioni con gli amici e messa a letto in vestaglia chic, con sogno agghiacciante incorporato.

I due interpreti sperduti in un nulla di dialoghi (che sembrano anche doppiati male), mostrano false espressioni prive di ogni sentimento per far sembrare la "vita in diretta.
Così si perde la recitazione e non è neanche un film-verità.
C'è anche una morte in diretta: macchina da ripresa in soggettivo su una stanza in cui Auteuil ritrova, ormai invecchiato, il bambino adottato che, con una menzogna, ha fatto scacciare di casa di suoi genitori, il quale con un coltello si taglia la gola alla Tarantino.

Per fortuna c'è il solito guardone che riprende la scena per farne il video.

Niente da nascondere


Ma chi è che sta riprendendo la vita degli interpreti della storiaccia? La ricerca, con pochi elementi forniti nell'ultima immagine (davanti ad una scuola si incontrano il figlioletto dodicenne di Auteuil ed il figlio più grande del morto ammazzato) spetta allo spettatore.
Quale esempio di interattività dello spettacolo! Se volete interloquire con il regista, come sembrerebbe richiedere, ditegli pure che è una presa in giro e che il suo gioco è stato scoperto.
È lui il misterioso individuo che stava dietro la macchina da ripresa e le cassette che girano nel film sono quelle dei giornalieri che i registi ripassano la sera per vedere come sono andate le riprese.

E con una idea come questa ci si è voluto costruire un film? Ma chi gli ha dato i soldi per farlo?



(Martedì 25 Ottobre 2005)


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