.


Film in uscita Recensioni Festival Eventi Sipario Home video Ciak si gira Interviste CineGossip Gadget e bazar Archivio
lato sinistro centro

Home Archivio      Stampa questa pagina  Invia questa pagina  Zoom: apri la pagina in una nuova finestra


Studio Universal ricorda la sua sensuale, piccante ironia

Omaggio alla scandalosa Mae West

A novembre, ogni lunedì


di Oriana Maerini


A volte mi sembra di aver conosciuto così tanti uomini che l’FBI dovrebbe venire da me quando ha bisogno di impronte digitali”.

Queta frase dice tutto sull'ironia della bionda dalle curve sinuose che si esibiva in pose languide e provocanti. Maestra del doppiosenso, Mae West è rimasta un’indimenticata icona dell’immaginario collettivo.

Studio Universal (Sky) ricorda, a venticinque anni dalla sua scomparsa, la regina del musical che ha scandalizzato l’America perbenista e puritana dei suoi tempi, con un focus esclusivo e 8 tra le pellicole più significative della sua carriera, film che l’hanno resa il primo vero sex symbol del cinema hollywoodiano.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, i soldati americani chiamarono “Mae West” i loro giubbetti di salvataggio gonfiabili: un dovuto omaggio ad una diva e alle sue generose forme che, nonostante sia stata sempre boicottata da una censura perbenista e intransigente, ha sedotto gli uomini di tutto il mondo ed è entrata nel mito. Studio Universal le dedica un documentario esclusivo che, attraverso immagini, clip dei suoi più grandi successi e interviste, in cui diverte con le sue memorabili battute a sfondo sessuale, racconta la vita, i successi e le difficoltà, di un’attrice decisamente sopra le righe.

La West infatti, nonostante la popolarità senza precedenti che ottenne con solo 11 film nell’arco di pochi anni, venne messa da parte proprio da quella Hollywood che lei stessa aveva aiutato a risollevarsi da un periodo difficile. Nemica della “Lega Nazionale della Decenza” e dell’America puritana degli anni Trenta, Mae West non era sbagliata e neanche cattiva: semplicemente le piaceva giocare, provocare, ammaliare e stuzzicare con sarcasmo qualsiasi uomo le capitasse a tiro.

L’appuntamento è per tutti i lunedì di novembre con un 2 pellicole in sequenza a partire dalle 21.00:

lun 7: Lady Lou – La donna fatale (1933) di Lowell Sherman con Cary Grant e, a seguire, Night After Night (1932) di Archie Mayo

lun 14: Go West, Young Man (1936) di Henry Hathaway e Belle of the Nineties (1934) di Leo McCarey

lun 21: Annie del Klondike (1936) di Raoul Walsh seguito da Goin’ to Town (1935) di Alexander Hall

lun 28: Mia bella pollastrella (1940) di Edward F. Cline e Every Day’s a Holiday (1937) di A. Edward Sutherland



Nata a New York il 17 Agosto 1893, Mary Jane West, in arte Mae West, inizia fin da bambina ad imparare le tecniche della recitazione: si esibisce in numeri di vaudeville e poi in diversi musical. Dal carattere spregiudicato e anticonformista, a vent’anni comincia a scrivere commedie per se stessa, e una di queste, Sex, del 1926, il cui tema centrale è appunto il sesso, viene considerata scandalosa per l’epoca, tanto che Mae viene arrestata.

Debutta nel mondo del cinema relativamente tardi, nel 1932 con il film Night after night, in cui, benché interpreti un ruolo secondario, le viene data la l'opportunità di riscriversi tutte le battute e attira tutte le attenzioni su di sé. Ma il successo cinematografico arriva l’anno successivo, nel 1933, con quello che sarà considerato il suo miglior film: Lady Lou - La donna fatale, tratto da una sua commedia, Diamond Lil, che aveva scritto nel 1928, in cui l’attrice impone il suo personaggio di fascinosa e spregiudicata donna fatale, dalla forme prorompenti e dalla lingua tagliente, e seduce un quasi esordiente Cary Grant.

In seguito interpreta alcune pellicole di grande successo, di cui lei stessa scrive le sceneggiature, come Non sono un angelo nel 1933, in cui è una sboccata domatrice di leoni che ruba il cuore di un aitante milionario (sempre Cary Grant), Belle of the Nineties (1934) e Annie del Klondike nel 1936.

Dopo la rottura del suo contratto con la Paramount, che si era stancata del carattere spregiudicato e ribelle dell’attrice, Mae West passa alla Universal, dove lavora al fianco del comico W. C. Fields, in una spassosa commedia dal titolo Mia belle pollastrella.
Ma il successo non è quello sperato e così, dopo la partecipazione ad un altro mediocre film, Mae West si ritira dallo schermo, per dedicarsi all’attività di scrittrice e cantante di night-club. Tornerà davanti la macchina da presa solo nel 1970, dopo aver rifiutato nel 1950 un ruolo – poi interpretato da Gloria Swanson – in Viale del Tramonto, interpretando il solito ruolo di vamp in Il caso Myra Breckinridge.

La sua ultima interpretazione cinematografica sarà in Sextette di Ken Hughes, del 1978 in cui l’attrice affronta il set nonostante l’avanzata età e la presenza di varie malattie, una delle quali è la perdita della memoria. La sua scomparsa, all’età di 87 anni, due anni dopo.



(Domenica 13 Novembre 2005)


Home Archivio      Stampa questa pagina  Invia questa pagina  Zoom: apri la pagina in una nuova finestra

lato destro