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Nicolas Cage nei panni di un trafficante di armi

Lord of War

Un film che riesce a far sorridere anche sui venditori di morte


di Samuele Luciano


Il regista e autore neozelandese Andrew Niccol ci ha già dimostrato quanto fosse bravo con i film quali “Gattaca”, “Simone”, “The Truman Show” (di quest’ultimo è solo sceneggiatore), così intriganti da attirare interpreti quali Al Pacino, Jim Carrey ed Ethan Hawke.
Il segreto?
Trattare con una vivace fantasia temi sociali di grande attualità che altrimenti risulterebbero noiosi.
In quest’ultimo suo film l’impresa è quanto mai rischiosa: divertire il pubblico (in alcuni casi si ride davvero) narrando la storia di un mercante di morte.
“Lord of War” è la storia di un personaggio inventato, ma reale (il suo profilo è stato creato fondendo quello di 5 tra i maggiori trafficanti di armi degli ultimi anni), il classico venditore, distinto, affascinante, capace di vendere carri armati e kalashnikov come fossero aspirapolvere.

La vicenda parte dalle umili origini di Yuri Orlov, un ucraino trapiantato nella Little Odessa americana che, poco più che adolescente, scopre una passione innata per il contrabbando delle armi, tanto intensa da coinvolgere anche il “giocondo” fratello minore Vitaly (Jared Leto), tanto radicale da riuscire a diventare il numero uno nel traffico internazionale.

Il film, ricco di scene e dialoghi di una ironia spassosa, (anche se non sempre sopraffina), inoltra lo spettatore fin dentro l’infernale realtà del commercio bellico, soprattutto quello che parte dalla fine della “guerra fredda” e che ha prodotto milioni di morti oltre a milioni di “indifferenti”.

Notevoli sono state le difficoltà di finanziamento, come afferma il produttore Philippe Rousselet: “Quando cerchi di vendere un film che racconta la storia di un trafficante di armi una settimana prima dell’inizio della guerra in Iraq, hai idea di quanto sia difficile mettere insieme la somma necessaria. Mi ci è voluto effettivamente un anno e mezzo, e probabilmente nello stesso tempo avrei potuto mettere in piedi tre progetti e con tutti i contratti che ho stipulato avrei potuto fare tre film; ma alla fine è partito”.

In effetti ci sono alcune dichiarazioni nel film alquanto scottanti, anche sul Presidente degli USA, tuttavia, a dimostrazione di quanta fede ci fosse nell’iniziativa, anche da parte dei produttori, per dare vita a questo “film politico” si è riusciti a raggranellare la cifra di 50 milioni di dollari, realizzando uno dei progetti “indipendenti” più costosi della storia del cinema.
Andrew Niccol dirige con notevole perizia un film che sembra costare molto di più (a detta dei produttori) anche grazie all’impegno del direttore della fotografia Amir Mokri (Bd Boys II) e dello scenografo Puzos, che nonostante il budget ridotto ricostruiscono perfettamente le atmosfere di ben 13 paesi afflitti dalla guerra.

“Lord of War” è soprattutto un film coraggiosamente privo di facili consolazioni, che affronta il male esistente nella natura umana senza ricette alla mano.
Gli attori sono bravissimi, compreso Ethan Hawke, anche se la sua parte è veramente esigua.
Nicholas Cage non sorprende, ma è molto convincente nella parte di un diavolo tutt’altro che povero.
Colonna sonora costellata da successi come “Cocaine” di J J Cale, Hallelujah (quella cantata da Jeff Buckley), “O Little Town of Bethlehem”.

giudizio: * *



(Venerdì 18 Novembre 2005)


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