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La nuova commedia di Steve Martin

Shopgirl

Una storia agrodolce tratta da un suo romanzo


di Piero Nussio


Avete presente Steve Martin, il comico americano? Si, quello con i capelli bianchi, che abbiamo visto in decine di commedie USA...
No, quello della “Pallottola spuntata” è Leslie Nielsen.
No, quello del “Boss sotto stress” è Billy Crystal.
No, quello di “Broken flowers” è Bill Murray.
Già, sembra proprio che per fare l’attore nelle commedie americane servano i capelli bianchi ed una faccia anonima...

No, Steve Martin, capelli bianchi e faccia anonima è uno che fa commedie da più di un quarto di secolo, tutte di successo, ma evidentemente non prestiamo molta attenzione al suo nome e alla sua faccia.
Eppure l’abbiamo visto protagonista in un sacco di film divertenti, da Il mistero del cadavere scomparso a Il padre della sposa (1 e 2), passando per Il testimone più pazzo del mondo e Sperduti a Manhattan.

Insomma, se ve lo doveste immaginare, a quale uomo di cinema italiano pensereste?
Lo so, a chi avete pensato: o a Pieraccioni, o a Boldi & De Sica.
Beh, sappiate che Steve Martin scrive dei bellissimi racconti e li pubblica sul “New Yorker”, e che ha scritto il romanzo Shopgirl, di cui parla così:

“Una delle idee che volevo raccontare con Shopgirl è che, quando giochi coi sentimenti, le persone soffrono.
Il romanzo nasce da successi e fallimenti che ho vissuto sulla mia pelle, ma anche da storie ascoltate da amici e conoscenti.
Mi sembrava un lavoro troppo introspettivo per diventare un film, ma un anno dopo la pubblicazione, quelli che mi sembravano concetti astratti hanno cominciato a tradursi in immagini nella mia testa, finché un giorno mi sono seduto alla scrivania e, come fosse la cosa più naturale del mondo, ho buttato giù lo script.”

Così, dopo aver scritto il romanzo (pubblicato in Italia da Einaudi), ne ha tratto la sceneggiatura ed interpretato il film.

Il romanzo è così, prendendone un brano quasi a caso:

Chiamando Jeremy, Mirabelle sa di stringere un patto col diavolo. Si offre a lui nella speranza remota che, dopo, la abbraccerà. Sono considerazioni pratiche e giura a se stessa di non tormentarsi se le cose dovessero prendere una piega imprevista. Dopo tutto, dice a se stessa, non si sente né sentimentalmente né altrimenti coinvolta.
Mirabelle distingue quattro tipi di abbraccio. Il primo, il migliore, è l'avvolgimento totale: lui la stringe e si sbaciucchiano mentre le sussurra che è bellissima e che gli è sembrato di planare su un altro pianeta. Le probabilità che Jeremy sappia allestire uno scenario simile sono basse, anzi, cosi basse da poter passare sotto una porta chiusa. Altri generi d'abbraccio, tuttavia, per stasera le andrebbero più che bene. Lui, supino, la circonda con un braccio, e lei posa il capo sul suo petto. La terza varietà vede Mirabelle distesa sulla schiena e Jeremy al suo fianco, con una mano s d a pancia di lei e l'altra che le carezza i capelli. Per sentirsi completamente soddisfatta, però, Mirabelle avrebbe bisogno che il partner le bisbigliasse qualche parolina dolce. Sa benissimo che, da quando si frequentano, lui ha raramente formulato una frase che non finisse con un «capito?» per poi scemare in un borbottio, il che rende improbabile l'eventualità delle dolci paroline. Ma in effetti tale caratteristica di Jeremy potrebbe costituire un vantaggio, perché sarebbe libera di interpretare i borbottii a suo piacimento - perfino come sonetti d'amore dalla metrica impeccabile. Quarto modello in classifica, sono entrambi supini e una gamba di Jeremy poggia languidamente sulla sua. Questa soluzione è il minimo accettabile e richiede da parte di lui tempi più lunghi per compensare la mancanza di impegno.
Uscita dal sogno a occhi aperti, cosi preciso da somigliare a un contratto, alza la cornetta e compone il numero. Lascia che il telefono squilli parecchie volte, e il pensiero che Jeremy non sia in casa le provoca un brivido di sollievo.
[...]
Jeremy arriva mezz'ora dopo e si appoggia alla parete, così dinoccolato che sembra essersi dimenticato lo scheletro a casa. Le porge un sacchetto di carta contenente qualche schifezza maleodorante, che Mirabelle riconosce subito, patatine fritte, perché le macchie di unto hanno reso trasparente l'involucro. Perlomeno ha avuto la cortesia di portare qualcosa, un'offerta per quello che sta per ricevere.
Mirabelle costruisce in fretta una quinta possibilità, farsi coccolare e basta, tanto per non disturbarsi troppo. Ma l'opzione viene immediatamente scartata perché è il dopo che le interessa, quindi, senza aprire bocca, dà inizio al processo di seduzione, messo in moto dal rossore della pelle, dalla disponibilità delle gambe, da una certa arrendevolezza, cose che un uomo sa percepire. Se solo Jeremy fosse un uomo.
Invece, deve praticamente spiegargli tutto per filo e per segno. Le piacerebbe avere il video di Cime tempestose per poterglielo mostrare e dire: - Capito? -. Comunque, quando l'idea gli appare scritta a caratteri cubitali con oli, candele, incenso, musica e un bei po' di scotch da quattro soldi che nessuno dei due è certo avvezzo a bere, gli istinti sessuali di Jeremy finalmente si mettono in moto.
[...]
Finalmente, l'impresa è compiuta e il trambusto si placa. I due, senza toccarsi, rimangono distesi nell'oscurità piena di ombre, e tutto tace. La distanza tra loro è abissale. Poi Jeremy le insinua un braccio intorno alla spalla, giusto sotto il collo, le affonda una mano nei capelli e l'attira a sé con delicatezza. I1 suo corpo le si avvicina. Mirabelle sente il proprio sudore mischiarsi al suo, e le piace.
Si concentra poi nuovamente sulla stanza e inala il profumo di vaniglia della candela. Guardandosi allo specchio vede con soddisfazione che i seni le si sono inturgiditi al tocco, per quanto goffo, di Jeremy, la cui pelle ora riluce nella penombra. Mirabelle osserva i propri occhi. Adesso è contenta.
[...]
Alla fine il borbottio scema, lui ritorna a letto e l'abbraccia, in una posizione che Mirabelle non ha ancora classificato ma che le offre un altro assaggio di benessere. Nonostante l'ignobile brancicare di poco prima, sente di essere stata desiderata, sa che lui l'ha vista bellissima, è certa di averlo reso felice e pieno di energia, e che il consumo di quell'energia l'ha fatto cadere in un sonno profondo, profondissimo.
Sono le nove di mattina, e Mirabelle si sveglia per la seconda volta. La prima è stata verso le sette, quando Jeremy è scivolato via dopo averle dato un baso cosi formale che avrebbe potuto indossare lo smoking. Non l'ha presa troppo male perché, beh, non poteva permetterselo.
In fondo è felice che se ne sia andato, non se la sentiva di affrontare la goffa impresa di conoscere più a fondo un uomo con cui era già stata a letto. Un raggio di sole disegna un piccolo occhio che striscia lentamente sulle lenzuola. Si alza, mescola il Serzone ai succo d'arancia e manda giù il tutto come se fosse vodka ghiacciata, armandosi per affrontare il fine settimana.
”.


Il film non è da meno.
Un consiglio: oltre a vedere il film (che uscirà nei prossimi giorni), leggetevi anche il romanzo. Non potrà che farvi bene.

Shopgirl
Regia di Anand Tucker
Dal romanzo di Steve Martin
Interpreti: Claire Danes, Steve Martin, Jason Schwartzman
USA, 2005

Una scena da "Shopgirl"


I principali film interpretati da Steve Martin
  • Il mistero del cadavere scomparso (Dead Men Don't Wear Plaid, 1982),
  • Ho perso la testa per un cervello (The Man with Two Brains, 1983),
  • Anime gemelle T(he Lonely Guy, 1984),
  • Ho sposato un fantasma (All of Me, 1984),
  • Dinosauri a colazione (Movers & Shakers, 1985),
  • I tre amigos! (Three Amigos!, 1986),
  • La piccola bottega degli orrori (Little Shop of Horrors, 1986),
  • Un biglietto in due (Planes, Trains & Automobiles, 1987),
  • Due figli di... (Dirty Rotten Scoundrels, 1988),
  • Parenti, amici e tanti guai (Parenthood, 1989),
  • Il testimone più pazzo del mondo (My Blue Heaven, 1990),
  • Pazzi a Beverly Hills (L.A. Story, 1991),
  • Il padre della sposa (Father of the Bride, 1991),
  • Moglie a sorpresa (HouseSitter, 1992),
  • Il grande gelo (And the Band Played On, 1993),
  • Uno strano scherzo del destino (A Simple Twist of Fate, 1994),
  • Agenzia salvagente (Mixed Nuts, 1994),
  • Il padre della sposa 2 (Father of the Bride Part II, 1995),
  • Sergente Bilko (Sgt. Bilko, 1996),
  • Il prigioniero (The Spanish Prisoner, 1997),
  • Sperduti a Manhattan (The Out-of-Towners, 1999),
  • Novocaine (2001)
  • Un ciclone in casa (Bringing Down the House, 2003),
  • Una scatenata dozzina (Cheaper by the Dozen, 2003),
  • Shopgirl (2005)
  • The Pink Panther – La pantera rosa (2006)


(Martedì 6 Dicembre 2005)


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