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Colonna Sonora

Match Point

Allen abbandona il jazz per il melodramma ottocentesco.


di Fabio Ciminiera


Un film di Woody Allen ambientato a Londra: una strana sensazione. Non ci sono le foglie per terra in Central Park, non ci sono le tipiche nevrosi newyorchesi, non c'è uno standard di jazz. Elementi di secondo piano nell'economia di un film, ma che hanno quasi sempre caratterizzato i lavori di Woody Allen, hanno dato le coordinate alle storie, i tempi dei passaggi.

La musica che caratterizza Match Point è l'opera lirica, con una preferenza per le pagine più drammatiche del melodramma ottocentesco, Traviata, Otello, Trovatore, Rigoletto. Preferenza che si accorda con il tono drammatico della trama, con lo sviluppo interiore e con la predestinazione alla tragedia del personaggio principale, Chris Wilton. La scelta della lirica non è perciò funzionale al distacco da New York, quanto al soggetto del film. Già in altri film il regista aveva scelto la lirica all'interno della vicenda, andando a memoria, ad esempio, in Hanna e le sue sorelle, per punteggiare la scrittura e sottolineare alcuni personaggi, e, ancora, in Un'altra donna, aveva descritto il percorso di Gena Rowlands affidandosi a un unico tema musicale, diverso dal jazz, cioè le musiche di Satie.

Una furtiva lacrima, da L'Elisir d'Amore di Gaetano Donizetti interpretata da Enrico Caruso, è, se si vuole, il tema principale del film: ricorre nei punti salienti della storia, introduce il film, segna, con la sua registrazione datata, rovinata, l'atmosfera e descrive l'ambiente e le psicologie dei personaggi.

L'opera diventa funzionale anche alla trama: nel palco di famiglia, avvengono incontri e innamoramenti, il teatro è il luogo di snodo della parte finale della vicenda. In un certo senso, è come se Woody Allen, nel trasferirsi da New York a Londra, dopo aver comunque descritto, e con grande maestria, i colori, le vedute e le strade di Londra, abbia voluto ritagliarsi un territorio neutrale, dove poter gestire effetti e psicologie, reazioni e movimenti, in modo indipendente dall'ambiente esterno. Per rimanere sulle immagini, sfido chiunque a non invidiare il "piccolo" appartamento a due piani con vista sul Tamigi, che il suocero regala alla giovane coppia... ripensando alla terrazza chiusa, con vista sul Tamigi e sui principali edifici storici londinesi, si comprende gran parte del dissidio interno del protagonista.

Allen rivela, anche in questo film, l'amore per la letteratura russa e, in particolare per Dostoevskij. Non svelerò, per i pochi che dovessero ancora non saperlo, a quale libro si avvicina la conclusione della vicenda di Match Point. Se vogliamo la differenza con un film come Crimini e Misfatti è proprio nell'aver seguito, in modo quasi letterale, alcuni passi del libro, nell'aver disposto i personaggi principali in modo più schematico nei confronti della vicenda. In Crimini e Misfatti il regista ha inserito, con forza e gusto, la propria interpretazione, il proprio mondo e, anche, la propria musica. I personaggi sono più sfaccettati e vari, diventano reali, le diverse situazioni, che si presentano nel corso del film, hanno comunque dignità e importanza. Allo stesso modo, si dispone un'enciclopedia musicale che va dagli standard jazz, interpretati al pianoforte, all'opera, alla musica classica, alle musiche popolari ebraiche.

In Match Point il regista ha messo in evidenza soprattutto la vicenda principale, le altre situazioni, se vengono sottolineate, è per la connessione ad essa. La musica, perciò, non poteva seguire trattamento differente; quando i protagonisti vanno a teatro per vedere un musical di Andrew Lloyd Weber, The Woman in white, se ne sentono solamente le prime note: sarebbe stato troppo deviante, soprattutto in quel frangente, per la vicenda. Quindi, come dicevamo, arie liriche, tratte dal romantico e drammatico mondo del melodramma ottocentesco, con le quali vengono descritti il senso di decadenza morale del protagonista, i dubbi e la sua scelta finale, i valori, infine, distorti del protagonista. Sulle pagine musicali scelte c'è davvero poco da dire: si accostano le incisioni originali di Enrico Caruso, tratte da Verdi, Bizet e, come si diceva in precedenza, Donizetti, ad alcune riduzioni per voce e pianoforte di arie celebri ed efficaci anche per la scelta del testo, per non dimenticare l'Otello, da cui è tratto il duetto tra Jago e Otello, l'aria denominata Desdemona, uno dei più celebri intrecci di amore, passione, follia e sangue che la lirica annovera.

Ora l'attesa è tutta per il secondo film londinese di Woody Allen: se nel descrivere una vicenda drammatica, è riuscito a risolvere il distacco dai colori e dai suoni newyorchesi, aspettiamo con curiosità la seconda prova in terra inglese. Scoop sarà una commedia leggera sul mondo del giornalismo, come si legge nell'intervista realizzata da Lorenzo Soria per L'Espresso, resta da conoscere quale sarà l'approccio musicale di Woody Allen nella prossima realizzazione.


Esce oggi il noir di Woody Allen
Match Point
Atmosfere alla Chabrol
L'alta borghesia sotto il microscopio di Allen



(Martedì 17 Gennaio 2006)


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