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Completato il restauro del capolavoro di Monicelli

L'armata Brancaleone

Curato dal grande operatore Giuseppe Rotunno




Nel 2005 l’Associazione Philip Morris Progetto Cinema ha deciso, su indicazione del regista Giuseppe Tornatore, di restaurare, con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, uno dei più grandi successi di critica e di pubblico in tutta la storia del cinema italiano: L’armata Brancaleone di Mario Monicelli, il cui negativo originale versava in cattive condizioni.

Il restauro, curato dal grande operatore Giuseppe Rotunno, si è concluso di recente con una conferenza stampa svoltasi presso la Casa del cinema di Roma, presenti, tra gli altri, il sindaco Walter Veltroni, Catherine SpaaK, Vittorio Cecchi Gori, Alessandro Gassman, Giuseppe Rotunno.

Catherine Spaak e Valter Veltroni


Ecco i motivi per i quali si è scelto di restaurare questo capolavoro di Mario Monicelli:

- La convergenza che si è avuta per questo film tra chi è interessato al cinema come arte e gli spettatori paganti, non è abituale per il nostro cinema, e si deve probabilmente alla convergenza di una sceneggiatura piena di invenzioni, una regia attenta a valorizzare le capacità di Vittorio Gassman ma anche la coralità degli interpreti, i costumi immaginifici, la musica indimenticabile.


- Per la prima volta, con Brancaleone, il Medioevo usciva dallo stereotipo dei cavalieri e delle dame e ci mostrava crudeltà e miseria, pur con lo sguardo divertito e divertente della commedia.

E dietro questo successo non a caso hanno un ruolo, oltre allo straordinario comparto artistico, anche due professionisti attenti e inventivi quali Mario Cecchi Gori (che ha voluto il film) e Goffredo Lombardo (che lo ha distribuito con la Titanus), ai quali Alessandra Giusti (Responsabile Esecutivo dell’Associazione Philip Morris Progetto Cinema) ha voluto che il volume che accompagna il restauro, fosse dedicata.

Il volume dedicato al restauro de "L'armata Brancaleone"


L’ARMATA BRANCALEONE

Regia: Mario Monicelli
Soggetto e sceneggiatura: Age (Agenore Incrocci), Furio Scarpelli, Mario Monicelli
Musica: Carlo Rustichelli
Direttore della fotografia: Carlo Di Palma
Montaggio: Ruggero Mastroianni
Scenografia e costumi: Piero Gherardi
Produzione: Mario Cecchi Gori per Fair Film (Italia)/Les Films Marceau (Francia)
Distribuzione: Titanus
Italia 1966
Durata 120’

Interpreti e personaggi
Vittorio Gassman (Brancaleone da Norcia), Catherine Spaak (Matelda), Gian Maria Volontè (Teofilatto), Enrico Maria Salerno (Zenone), Folco Lulli (Pecoro), Maria Grazia Buccella (la vedova), Barbara Steele (Teodora), Carlo Pisacane (Abacuc), Ugo Fangareggi (lo svedese), Alfio Caltabiano (il cavaliere), Pippo Starnazza, Fulvia Franco, Luis Induni, Gian Luigi Crescenzi.

Premi e riconoscimenti:
Nastro d’argento per la migliore musica: Carlo Rustichelli
Nastro d’argento per la migliore fotografia a colori: Carlo Di Palma
Nastro d’argento per i migliori costumi: Piero Gherardi


Il restauro del film è stato realizzato da
Associazione Philip Morris Progetto Cinema
in collaborazione con
TITANUS
e
Fondazione Mario Cecchi Gori

Direttore del restauro
Giuseppe Rotunno

Con il patrocinio del
Ministero per i beni e le attività culturali


L'armata Brancaleone
Le ragioni di un successo, parola di Enrico Lucherini
In occasione del restauro della pellicola
"Con il tempo si capì che stavamo dando l'inizio a un genere".

L'armata Brancaleone
I ricordi di Mario Monicelli
In occasione del restauro della pellicola
"Sono convinto che il vero cinema sia muto e in bianco e nero".

Le avventure del cavaliere "sanza paura"
Brancaleone e le donne...
In occasione del restauro della pellicola
Prendimi e dammiti, cuccurucù

La scomparsa di Age
Storia della “commedia all’italiana” attraverso due grandi sceneggiatori
Una felice stagione del cinema



(Giovedì 2 Febbraio 2006)


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