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Commedia romantica ben calibrata

Prime

Thurman e Streep nel cast


di Mirko Lomuscio


Con Prime il regista Ben Younger - autore, tra l'altro, di Boiler room - interpretato da Giovanni Ribisi e Vin Diesel - torna dietro la macchina da presa con una commedia divertente, sulla scia dei film sulla psicanalisi a cui Woody Allen ci ha abituati. La pellicola narra, infatti, la storia di Rafi (Uma Thurman), trentenne di New York appena divorziata che, alla ricerca della felicità, confessa tutti i suoi segreti alla dottoressa Lisa Metzger (Meryl Streep), psicologa di indubbia professionalità.
La vita sentimentale di Rafi sembra essere destinata a subire una svolta positiva nel momento in cui fa conoscenza con David (Bryan Greenberg), ragazzo di famiglia ebrea con la passione per la pittura, il quale è più piccolo di lei di quattordici anni. Inizialmente, quindi, non si sente pronta per affrontare un rapporto del genere, ma si lascia poi convincere dalla dottoressa Metzger, la quale sembra invece favorevole a queste esperienze, nonostante la notevole differenza di età. Almeno fino al momento in cui non scopre che il David di cui parlano è proprio suo figlio ventitreenne (!).

Dopo le violente avvenure dei due Kill Bill la talentuosa Uma Thurman ci regala una performance ironico-sentimentale, supportata dalla sempre eccellente Meryl Streep, sullo sfondo di una caotica New York (precisamente Manhattan) che, grazie alla mano sicura di Younger, diventa parte fondamentale della storia, continuamente sospesa tra romanticismo e risate.

E la buona fattura di uno script infarcito con momenti di autentico spasso è riconoscibile anche dall'accurata descrizione di alcuni divertenti personaggi secondari: si va' dall'impassibile portiere condominiale, con il volto di Ato Essandoh, a Morris, interepretato dal Jon Abrahams di Scary movie, amico di David dedito a “spalmare” torte in faccia alle ragazze che non vogliono uscire con lui (sicuramente un omaggio alla gag più conosciuta del cinema comico); per concludere con la presentazione della famiglia ebrea ( e qui torna in gioco Woody Allen) di David, con tanto di ricordo della nonna dedita a prendersi a padellate in testa.

Diciamo che, nel momento in cui la storia d'amore comincia a dominare sulle risate, tende a perdersi quel certo sapore di originalità che ci aspettavamo dalla trama, in ogni caso, però, Prime rimane una commedia romantica ben calibrata con la comicità, e la nota importante è che riesce nell'ardua impresa di non scadere mai nella volgarità e, peggio ancora, nel ridicolo.


giudizio: * *



(Sabato 11 Febbraio 2006)


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