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Un libro di Roberto Donati

Sergio Leone. America e nostalgia

Edito da Falsopiano


di red.


"Tra mito e realtà, sogno e leggenda, i protagonisti di C’era una volta il West, Giù la testa e C’era una volta in America incarnano un ideale antieroe che non ha chiuso definitivamente i conti con il passato. Questo libro riparte da quel misterioso e affascinante passato, e approfondisce la centralità del tempo nell’opera di uno dei più imprevedibili cineasti italiani."


L'autore, affascinato, per umore e sensibilità personali, dal sentimento della nostalgia, tanto più se legato, come nel caso di Sergio Leone nei confronti dell’America, a un immaginario reale ma mai realmente conosciuto e dunque soltanto vagheggiato si è avvicinato al cinema di questo nostro cineasta (conosciuto e amato fin dalla più tenera età) con l'intento velato tendente all’elegia leoniana ma tentando di scindere la passione personale dall’analisi vera e propria.

Ciò nella volontà di riconoscere, in mezzo alla lungimirante rivoluzione operata da Leone con il suo cinema, anche insicurezze di uomo e di regista, pecche stilistiche, vezzi d’autore, debolezze strutturali e intellettuali.
Non prendendo in considerazione il suo primo periodo artistico (dagli esordi col peplum de Il colosso di Rodi alla prima, scoppiettante “trilogia del dollaro”), il libro si occupa specificatamente del tema della nostalgia nella seconda trilogia leoniana, ribattezzata da Donati “trilogia del tempo” e costituita da C’era una volta il West, Giù la testa e C’era una volta in America.

Una trilogia che prosegue il discorso legato al western e ai suoi stereotipi/archetipi di genere risalente addirittura fino alla mitologia ellenica e che, d’altra parte, riassume e compendia il pensiero leoniano e la sua filosofia pessimista.
Dietro a ciò, appunto, l’impenetrabile nostalgia verso un mondo che diventa altro (Leone non descrive l’America dei suoi anni o l’America reale degli anni in cui ambienta i suoi film, ma l’America, opportunamente rivisitata secondo la propria impronta artistica, dei western classici, dei noir sudaticci degli anni ’40, l’America, osservata con distante ammirazione e con disincanto tutto europeo, di Stephen Crane e di Raymond Chandler) di un autore che ha sempre creduto nel cinema-totale e non ha fatto altro che questo. Un autore che non ha mai smesso di ispirarsi al passato e che non ha mai smesso di ispirare, anche inconsapevolmente, gli autori a venire.

Bisogna riconoscere all'autore che, in tutta la bibliografia leoniana, pur venendo alla luce, il discorso non era mai stato posto così alla base della sua architettura cinematografica. Ad arricchire il volume e a fornire una sorta di controcanto smitizzante all’opera tendente all’epica e all’elegia di Leone, in appendice, il volume presenta due testimonianze inedite di Sergio Donati, sceneggiatore di fiducia di Leone, e di Luca Beatrice, critico d’arte autore, qualche tempo fa, di un interessante saggio sul western all’italiana e cantore del cinema bigger than life di Leone.


Scheda volume:
Titolo: Sergio Leone. America e nostalgia
Autore: Roberto Donati
Edizioni: Falsopiano (Alessandria, 2005); Collana Falsopiano Light, www.falsopiano.com
Formato: brossura, 194 pagine
Prezzo: 10,00 euro



(Venerdì 10 Marzo 2006)


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