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Dal teatro al grande schermo

The producers

Susan Stroman dirige il capolavoro di Mel Brooks


di Mirko Lomuscio


The producers - uscito in Italia come Per favore non toccate le vecchiette - , primo lungometraggio del re della risata su celluloide Mel Brooks, è stato da tempo trasformato in un musical teatrale.
La regista è stata Susan Stroman la quale ha guadagnato un grande successo a Broadway e un Tony award. La stessa Stroman, facendo uso delle canzoni che Brooks ha scritto per lo spettacolo, ne cura ora la trasposizione cinematografica usando gli stessi attori (eccetto Uma Thurman): Nathan Lane, Matthew Broderick, Gary Beach e Roger Bart.

Al centro della vicenda troviamo il noto impresario e produttore teatrale Max Bialystock (Lane), il quale - sebbene la sua ennesima opera si sia rivelata un disastro di critica e di pubblico - non demorde, anzi, con l’aiuto del suo timido ed isterico contabile Leo Bloom (Broderick), sembra essere intenzionato ad allestire un altro lavoro per il teatro.
Per quanto possa sembrare incredibile, però, il suo scopo è quello di fare un insuccesso sicuro, in quanto ha scoperto che, dopo aver raccolto una cifra più alta del solito per un allestimento teatrale, potrà fuggire in tempo con i soldi rimanenti dei suoi finanziatori.


L’opera scelta per portare a termine il suo piano perfetto è La primavera di Hitler-Un allegro gioco tra Adolf ed Eva a Berchesgarten, ovvero un manoscritto che si presenta come un autentico atto d’amore verso il fuhrer da parte di un fanatico nazista che risponde al nome di Franz Liebkind (Will Ferrell).
Il piano viene attuato dopo che la scelta del regista è caduta su Roger DeBris (Beach), supportato dalla “sua” assistente Carmen Ghia (Bart), e quella dell’attrice protagonista sulla bellissima svedese Ulla (Uma Thurman).

Con evidenti riferimenti a quell’intramontabile cinema degli anni cinquanta che riservò classici del calibro di Cantando sotto la pioggia e Sette spose per sette fratelli, The producers-Una gaia commedia neonazista si rivela essere una godibilissima commedia a tempo di musica, la quale, fortunatamente, a differenza di prodotti appartenenti allo stesso genere come Chicago, che cercano inutilmente di farsi prendere sul serio in ogni momento cantato, lascia emergere ad ogni nota una venatura ironica e sarcastica che ne delinea un’anima parodistica.


D’altra parte che Mel Brooks fosse un amante dei musical lo si era sempre sospettato, in quanto, frugando nella sua filmografia, troviamo sempre, nei lungometraggi, una sequenza di balletto o canzoni particolari (basta citare l’inquisizione secondo La pazza storia del mondo).
Ora, in attesa dell’annunciata trasposizione musical-teatrale del suo capolavoro assoluto Frankenstein junior, non resta che correre al cinema per vedere questo The producers, chiudendo magari un occhio sui pochi minuti di troppo.

Infatti i pregi di questo film sono moltissimi: la splendida ricostruzione scenografica, con tanto di costumi che rievocano le ambientazioni più care a Gene Kelly e Leslie Caron, all’interno della quale, tra gli altri, possiamo ammirare un Nathan Lane mattatore ed un inedito Will Ferrell canterino, presenza fissa delle attuali commedie di successo.


giudizio: * * *


Incontro con il re della commedia
Mel Brooks
Per la presentazione di "The producers"

A me gli occhi!
Uma Thurman
La diva dei "Producers"



(Domenica 19 Marzo 2006)


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