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Una commedia umana con un'ottima colonna sonora

Romance & Cigarettes

L'ultima fatica di John Turturro


di Francesco Lomuscio


Tutto iniziò nel 1991 sul set di Barton Fink, diretto da Joel (e Ethan non accreditato) Coen, quando l’attore protagonista John Turturro, che l’anno seguente avrebbe esordito dietro la macchina da presa con il drammatico Mac, si accinse a scrivere, inizialmente influenzato da un certo humour nero alla Joe Orton, un copione intitolato Romance & Cigarettes. Oggi, a quasi otto anni dalla sua seconda regia ( Illuminata) Turturro, supportato proprio dalla produzione esecutiva dei fratelli Coen, porta finalmente sullo schermo la storia della gelosa Kitty (Susan Sarandon) e del marito fedigrafo Nick (James Gandolfini), operaio newyorkese con il quale ha avuto tre figlie e che la tradisce con la giovane e disinibita Tula (Kate Winslet).


“Due cose dovrebbe saper fare un uomo: essere romantico e fumarsi l’anima” è una delle frasi portanti del lungometraggio, popolato di personaggi grotteschi dalle cui bocche escono rime poetiche tutt’altro che eleganti. Grande pregio del film sono la varietà di costumi e colori che tanto richiamano alla memoria la seconda metà degli Anni Sessanta (nota di merito alla scenografa e costumista Donna Zakowska) e la colonna sonora composta da una vera e propria compilation di intramontabili hit del passato, da Piece of my heart di Janis Joplin a It’s a man’s man’s man’s world di James Brown, senza dimenticare, soprattutto, A man without love di Engelbert Humperdinck e l’originale versione italiana Quando m’innamoro di Anna Identici. Per non parlare, poi, delle esilaranti sequenze cantate, tra le quali meritano la citazione quella che vede protagonisti un gruppo di pompieri, ricca di divertenti allusioni sessuali, e quella sulle note di Delilah di Tom Jones, con un Christopher Walken da Premio Oscar, come pure Steve Buscemi, anch’egli facente parte dell’ottimo cast.


Ma, come precisa il regista: “Romance & cigarettes non è un musical ma una commedia ‘umana’, la musica in questo caso fa solo da coreografia ad una storia che ti fa venire voglia di ridere, cantare e ballare!”; infatti, il film sembrerebbe essere stato ispirato dal Queens, quartiere di New York in cui è cresciuto e dove cercava di sfuggire ad una realtà non sempre facile o piacevole, spesso, appunto, ricorrendo anche alla fantasia attraverso un fenomeno popolare come quello della musica, esplicitazione dei sentimenti e delle speranze inespressi. E ne sono la testimonianza i dialoghi, quasi sempre costruiti tramite l’assemblaggio di titoli di canzoni, i quali, ad esempio, almeno nella versione italiana sfoggiano, tra gli altri, Ti senti sola stasera, Tu sei bella come sei e Bella senz’anima.
Quindi, tra ironia ed amarezza, l’ultima fatica di John Turturro, pur peccando a volte di discontinuità ritmica, si presenta sicuramente come un prodotto al di sopra della media, il quale sembra principalmente porre in scena, in maniera originale e diversa dal solito, l’eterno divario tra amore e sesso che affligge l’esistenza dell’essere umano, comunque costretto a dover prima o poi fare i conti con l’inevitabile, triste epilogo, quando sarà ormai troppo tardi per capire che, come viene affermato nel corso della narrazione: “La vita non è un’erezione”.

giudizio: * * *



(Lunedì 8 Maggio 2006)


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