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Un dejà vu formato da un mix di pellicole horror famose

Shutther

Trama noiosa e poco coinvolgente


di Mirko Lomuscio


Di ritorno da un ricevimento di matrimonio, la giovane coppia formata da Tun (Ananda Everingham) e Jane (Natthaweeranuch Thongmee) investe accidentalmente con l’automobile una ragazza. I due, però, presi dalla paura fuggono via, lasciando il corpo esamine sull’asfalto. Tempo dopo cose strane cominciano ad accadere, soprattutto nelle fotografie scattate da Tun, le quali presentano una sorta di riflesso, posizionato vicino ai soggetti ripresi, dietro cui si nasconde una realtà extrasensoriale che unisce il mondo dei vivi con quello dei morti.
Tempo d’estate, tempo di horror, quindi, tempo di spettri d’Oriente. E, come c’era da aspettarsi, ecco un altro prodotto (stavolta tailandese) che, pur tirando in ballo un discorso relativo ad entità fantomatiche captate dalla macchina fotografica (a fine visione una didascalia attesta la veridicità delle foto mostrate), si rifà inevitabilmente al pluriosannato Ringu, con tanto di ritornante femminile dai lunghi capelli neri, “nipotina” della celebre Sadako.



I due registi Pisanthanakun e Wongpoom pescano un po’ da tutti i titoli che hanno fatto la storia del recente horror dagli occhi a mandorla, dal citato Ringu (su tutte la scena del lavandino), a The grudge (la sequenza del letto) e The eye (la visita alla casa della vittima incidentata). E tutto ciò lascia tranquillamente intendere che siamo dinanzi ad un filone cinematografico che comincia veramente a mostrare la corda, riproponendo all’infinito trame e situazioni che annoiano e lasciano una sensazione di già visto non poco gradevole.
Di questo passo, sentiremo davvero la mancanza dei soliti slasher derivati da Venerdì 13 e Halloween, unicamente costruiti sulla presenza di un maniaco mascherato che uccide in modi fantasiosamente violenti l’ennesimo gruppo di scapestrati teen – agers propensi a sesso, droga e alcool.
Saranno pure film stupidi, almeno, però, non si prendono sul serio e ci si diverte a guardarli.

giudizio: *



(Sabato 1 Luglio 2006)


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