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Il cinema attraverso la stampa

Tutti i modi di dire cinema...

Convegno in occasione dell'82.mo compleanno della RdC


di Samuele Luciano


Milano. A due anni dal suo 80mo anniversario, la Rivista del Cinematografo (RdC), il periodico mensile di cinema più antico in Italia, fa il punto della situazione. E lo fa incaricando la Deepblue (società consulenziale che opera per conto della Aegis Media) di condurre un'accurata ricerca sul mondo del cinema sulla carta stampata.
Per l'occasione la RdC ha organizzato una conferenza stampa che si è svolta, ieri, presso la sede milanese dell'AGIS.

L'incontro coi giornalisti si è aperto con un'approfondita analisi da parte della communication strategist della deepblue, Francesca Ronfini, che ha illustrando innanzitutto i vari canali media che veicolano le informazioni cinematografiche in Italia (stampa, internet, tv, dvd, radio) e del potenziale pubblicitario di un canale rispetto ad un altro.
Lo scontro è stato immediato tra stampa e televisione e, inaspettatamente, la stampa vince su molti termini.
Rispetto alla televisione infatti la carta stampata garantisce la fidelizzazione dell'utente, in quanto assicura un'appuntamento fisso con questo, in più rappresenta il canale di informazioni più autorevole e con maggiori approfondimenti.



Ovviamnete la televisione vince sull'ampiezza smisurata del proprio target. Francesca Ronfini ha, infine, concluso l'interevnto con un confronto tra le testate cinematografiche più affermate.
Il periodico Ciak per esemepio è molto ricco di contenuti, ma cerca di attrarre un numero sempre più alto di lettori optando per l'emotività più che per approfondimento. Lo seguono in questa via più facile Hot Dog, Best Movie e Nik.
"I duellanti" ha invece la peculiarità di utilizzare l'argomento cinema per poi spaziare nell'area filosofica e sociale.
La Rivista del Cinematografo sembra rappresentare, invece, una vera istituzione tra la carta stampata cinematografica, è la testata che più di tutte va dietro la cinepresa, addentrandosi con perizia nell'universo cinema e rivolgendosi soprattutto ad un ceto culturale elevato di appasionati.
Alla fine della conferenza è intervenuto lo stesso direttore del giornale Dario E. Viganò, che ha esordito raccontando un aneddoto sugli inizi della sua carriera alla RdC, a proposito di quando decise, una volta nominato direttore del periodico, di eliminare immediatamente le recensioni sulle fiction televisive: una rivista di cinema deve parlare di cinema.
Viganò ha poi accennato alla collaborazione con Cooming Soon, canale televisvo eslusivamente cinematograifco, e con la Nordcom (società che cura l'informatica delle Ferrovie Nord).
A tal proposito è intervenuto il Business Unit Manager Antonio Di Cesare, che ha illustrato il progetto ancora "sperimentale" di trasmettere, accanto alle informazioni sui trasporti, schegge di cultura moderna, incluso il cinema, all'interno delle stazioni ferroviarie.
Pare che se in futuro l'eperimento riuscirà, anche nelle stazioni della Circumvesuviana, a Napoli, qualcuno potrà perdere il treno per non perdersi un pezzo di film...




(Martedì 11 Luglio 2006)


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