.


Film in uscita Recensioni Festival Eventi Sipario Home video Ciak si gira Interviste CineGossip Gadget e bazar Archivio
lato sinistro centro

Home Archivio      Stampa questa pagina  Invia questa pagina  Zoom: apri la pagina in una nuova finestra


Buon compleanno Bob!

Robert Redford

I 70 anni del mito biondo di Hollywood


di Oriana Maerini


Di lui si può dire che è come il vino... A 70 anni è sempre più affacinante, bello e impegnato. In un' epoca in cui tutti si vergognano delle proprie rughe lui le ostenta come un cimelio e questo lo rende ancora più charmante. Ma la bellezza non è che il riflesso di una personalità forte, indipendente e caparbia. Redord è uno che nella vita non si è mai accontentato (di essere un bravo attore e un bravo regista) ma ha sempre seguito i suoi ideali e le sue missioni. Come quella di creare un forte cinema indipendente americano in grado di contrastare lo strapotere delle Major.
E attorno al suo buen retiro fra le sue adorate montagne dello Utah, a Sundance, ha creato un mito. Non solo un festival ed una vetrina ma anche una "factory" dove nascono idee, progetti e sceneggiature per un nuovo cinema indipendente. Tanto che è nato un nuovo genere cinematografico: "il cinema per Sundance".
Oggi per questo moltissimi lo amano e altri lo criticano (dicono che il suo festival è solo un trampolino di lancio verso Hollywood) come capita a tutti quelli che hanno successo ma lui non demorde e continua a perseguire il suo progetto di sostegno al cinema cosiddetto "minore" che, grazie a lui, ci ha donato film e registi (come Soderbergh, i Coen e Tarantino) indimenticabili.

Auguri Bob per i tuoi splendidi 70 anni! Per la caparbietà con la quale segui la tua missione e i tuoi ideali




La vita e la carriera

Charles Robert Redford Jr nasce, a Santa Monica, in California, il 18 agosto 1936. Figlio di un contabile in un'industria petrolifera, all'high school era un mediocre studente ma un ottimo giocatore di baseball, e nel 1955 ottenne una borsa di studio per l'Università del Colorado. A Boulder, non divenne uno studente migliore, ma perse ogni interesse anche per lo sport e cominciò a bere troppo; così fu cacciato prima dalla squadra di baseball e poi dall'università. L'unica sua passione era la pittura e cominciò quindi a frequentare diversi corsi d'arte. Dopo una stagione di duro lavoro a Los Angeles, Robert riuscì a pagarsi un passaggio per la Francia su una nave da carico. L'idea era di frequentare una scuola d'arte a Parigi, ma in Europa cominciò a spostarsi in autostop da un paese all'altro, dormendo negli ostelli per la gioventù e rimediando un pasto quando capitava. Giunto a Firenze, passò diversi mesi a lavorare sotto la guida di un pittore, ma i progressi erano troppo graduali per l'irrequieto allievo, che decise di tornare a casa.
Ma è proprio la sua passione per l'arte pittorica che lo indirizzerà verso il mestiere di attore. In America decide di trasferirsi a New York per studiare pittura al Pratt Institute. Qui segue anche un corso di scenografia che fa nascere in lui un grande interesse per il teatro. Poi, comincia a frequentare i corsi di recitazione dell'American Academy of Dramatic Arts, e uno dei suoi insegnanti gli procura un piccolo ruolo in una produzione di 'Tall Story' allestita a Broadway. Nel 1962, anno del suo debutto sul grande schermo nel film Caccia di guerra, Redford sta già lavorando molto sia a Broadway, sia in serial televisivi come 'Alfred Hitchcock presenta' e 'Ai confini della realtà'. Nel 1967 l'attore americano ottiene un grande successo come protagonista del film di Gene Saks A piedi nudi nel parco, tratto dalla piece di Neil Simon che Redford aveva già interpretato a Broadway. Inizia una stagione molto importante della carriera di Robert Redford, con film come Butch Cassidy (1969), che lo vede a fianco di Paul Newman, Ucciderò Willie Kid (1969), di Abraham Polonsky, Corvo rosso non avrai il mio scalpo (1972), di Sydney Pollack, Il candidato (1972), di Michael Ritchie, La stangata (1973), di George Roy Hill, Come eravamo (1973), con Barbra Streisand, I tre giorni del Condor (1975), ancora diretto da Pollack, e Tutti gli uomini del presidente (1976), di Alan J. Pakula.
Nel 1980, Robert Redford dirige Gente comune, che vince gli Oscar per il film e la regia, e negli anni successivi aggiunge alla sua attività di attore e regista, anche quella di produttore. Nel 1998 ha diretto L'uomo che sussurrava ai cavalli e, successivamente, La leggenda di Bagger Vance (2001).
Da 25 anni è il padron del Sundance Institute e del Sundance Film Festival, che per il cinema indipendente che è diventato uno dei più importanti avvenimenti mondiali.

Anche grazie a questo impegno, il 24 marzo 2002 Redford ha ricevuto un importante Oscar alla carriera, un riconoscimento non solo alla sua grandezza come personaggio ma anche al suo essere uomo di cinema a tutto tondo. L'Academy Awards ha scelto infatti Redford per il suo lavoro come attore e regista nonché fondatore del Sundance Film Festival, vetrina del cinema indipendente americano.
Nella motivazione Redford è definito "ispirazione per i registi innovatori e indipendenti in tutto il mondo".
Prossimamente lo rivedremo come attore (nel ruolo di Branch Rickey)
in una pellicola diretta da Thomas Carter e ancora dietro la macchina da presa con il film Aloft.





(Venerdì 18 Agosto 2006)


Home Archivio      Stampa questa pagina  Invia questa pagina  Zoom: apri la pagina in una nuova finestra

lato destro