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Lo scrittore che si ispira al cinema

Alessandro Perissinotto

"Una piccola storia ignobile" cita I fiumi di porpora


di Oriana Maerini


Da sempre siamo abituati a vedere trasposte sul grande schermo le opere letterarie. Capita di rado, invece, di trovare precisi riferimenti cimetografici nei libri. E’ il caso di 'Una piccola storia ignobile di Alessandro Perissinotto che si è aggiudicato recentemente il Premio Camaiore di Letteratura Gialla.
In questo noir lo scrittore piemontese non solo cita il film I fiumi di porpora ma ambienta la scena clou proprio nella casa di Livet, in Francia, dove è stato girato il film e chiede l'aiuto di un produttore per trovarla. ...Mi passano davanti le immagini di Jean Réno e di Vincent Cassel che corrono nella notte ho capito che quella è la casa.. - con questa frase la psicologa detective rimanda espicitamente al noir di Mathieu Kassovitz. Lo scrittore che ama il cinema è un docente universitario di Torino ed è approdato alla narrativa nel 1997 con il romanzo poliziesco “L’anno che uccisero Rosetta”. 'Una piccola storia ignobile', ambientato nella periferia milanese in una zona denominata parco agricolo, narra l’indagine condotta da Anna Pavesi, una psicologa, disoccupata per ritrovare il cadavere scomparso di una ragazza travolta da un’auto pirata..

Che soddisfazione le procura aver vinto il premio Camaiore di letteratura gialla?
Moltissima. La soddisfazione non è mai in rapporto al prestigio del premio, ogni vittoria e sempre emozionante. In questo caso è stato bello confrontarsi con una giuria popolare che ha letto il romanzo e trovarsi insieme con gli altri autori. Inoltre il Premio Camaiore è specifico sulla letteratura gialla, in 10 anni che scrivo romanzi noir è solo il secondo premio di questa tipologia che vinco.

Perché ha scelto un detective donna ed una psicologa. Voleva forse catturare il pubblico femminile?
Non è così automatico. Non basta scegliere una donna come protagonista per catturare il pubblico femminile. Il fatto è che fino ad ora avevo utilizzato solo personaggi maschili e mi interessava, quindi, esplorare narrativamente l’universo maschile. Perché ho scelto una psicologa? Perché secondo me l’indagine più interessante è quella nella mente e nel cuore della gente sia colpevole che vittima. Le indagine scientifiche sono importanti ed io sono un appassionato spettatore di telefilm quali CSI e di RIS ma mi sta più a cuore l’indagine nella mente umana. In questo senso una psicologa è la detective ideale.

Come mai ha ambientato il romanzo nella periferia milanese?
Spesso le aree di confine per i contrasti che sviluppano al loro interno sono interessanti. In questo caso il tipo di atmosfera che c’è nel parco agricolo sud di Milano mi ha colpito molto.

Una scena del film "I fiumi di porpora"


Il suo scrittore preferito?
Lo scrittore di riferimento per il poliziesco è Simenon. E’ un classico ma è un maestro che ha saputo scavare negli universali della natura umana. Un altro scrittore che prediligo è Duremmat che ha fatto un lavoro diverso riferito ad altri ambienti ma è anche lui un maestro del genere.

Perchè ha scelto la casa de "I fiumi di porpora" come location del suo noir?
Mi piaceva l'atmosfera cupa e rarefatta del posto cosi come me l'ero immaginata vedendo il film, una pellicola che ho amato molto.


Il cinema in questo periodo saccheggia molto i gialli. Le piacerebbe se il suo romanzo diventasse un film?
Sicuramente. Quando si scrive un libro lo si fa per comunicare con la gente e il film è il prolungamento di questa comunicazione, un modo per fare vivere di più i propri personaggi.

A cosa stai lavorando ora?
Un nuovo poliziesco contemporaneo. E’ una nuova storia di Anna Pavesi che tornerà per continuare a cercare persone scomparse. E’ la prima volta che provo a far vivere un personaggio oltre la dimensione del singolo libro. Speriamo bene! (ride)



(Giovedì 5 Ottobre 2006)


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