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Accrediti inutili ed orari impossibili

Più che una festa, una farsa...


di Roberto Leggio


Roma - E’ iniziata oggi la più populista, politica e contraddittoria Festa del Cinema, voluta senza mezzi termini dall’ultimo imperatore Walter Veltroni. Molte le star in programma, molti film, molta retrospettiva, molti biglietti venduti (e che si venderanno), moltissimi giornalisti, molti eventi. Una vera festa, che ancora in polemica con Venezia, vorrebbe dimostrare di esserne la sua versione più laccata e trend. Ma al suo debutto la Festa, mostra già le sue prime contraddizioni. Le prime e più evidenti sono legate agli orari delle proiezioni per la stampa e agli accrediti. Il primo punto si può riassumere in due parole: troppo presto. Infatti i film vengono proiettati alle ore 9.00 del mattino, costringendo chiunque a levatacce. Anche negli altri festival (Cannes, Venezia, Berlino), la proiezione in anteprima è la mattina presto. Però sia a Cannes che Venezia, ma anche a Berlino, tutto si svolge nello spazio di un paio di chilometri, in luoghi facilmente accessibili. Qui a Roma invece, per raggiungere l’Auditorium, bisogna partire almeno un ora e mezza prima (a meno che non si abiti in zona o nei limitrofi), e avventurarsi in una vera lotta alla sopravvivenza, facendo uso dei mezzi pubblici (stracarichi di gente che va al lavoro o a scuola), oppure quelli privati in strade affollatissime. La seconda (e più discussa tra gli addetti ai lavori) è quella legata agli accrediti stampa. Che non solo costano 30 euro, ma non garantiscono l’accesso alle sale dove i film in anteprima vengono proiettati. Mi spiego meglio. Come si legge sulla comunicazione di accredito, per poter assistere alle proiezioni in Auditorium dopo le ore 17.00, è necessario ritirare i biglietti (secondo la disponibilità) a partire dal giorno precedente. Quindi il giornalista che vorrebbe recensire un tale film (sempre che non sia sopravvissuto ai mezzi pubblici, o al traffico romano), deve sobbarcarsi estenuanti file per procacciarsi l’agognato talloncino d’entrata. Ma non solo. Molti film in “anteprima” alla Festa, hanno avuto (o avranno) delle proiezioni di “lavoro” precedenti o posteriori in comode sale preposte per la stampa. Questo cosa significa? Semplice, che già qualcuno tra gli addetti ai lavori ha cominciato a chiedersi il perchè dell’utilità dell’accredito pagato in anticipo. Niente da recriminare alle scelte economiche degli organizzatori (dopotutto la Festa è stata concepita ad appannaggio del pubblico pagante, che poi è il vero ago della bilancia della Festa), ma se si pensa che al Festival di Cannes (dove si svolge l’unica vera festa del cinema del mondo), non solo l’accredito è gratuito, ma permette di poter assistere a qualsiasi proiezione si voglia a qualsiasi orario (tranne per quella della soirè, preceduta dalla passerella sulla montee dell’etoiles) in programma, allora qualcosa non quadra. Senza contare che i biglietti messi a disposizione del pubblico, non vengono acquistati, ma facilmente ritirabili da chiunque abbia voglia e merito di restare incolonnato in ordinatissime file. Ma lì siamo in Francia, dove i transalpini sono un po’ più civili di noi italiani, che le file non le rispettiamo e sono fonte di “normali” risse ed insulti. Ancora non si è arrivati alle mani (come accadde quasi sempre a Venezia), ma quali saranno i comportamenti di tutti, quando la Festa entrerà nel vivo? E se davvero dovessero accadere "scontri di piazza", che giustificazioni troverà il sindaco Walter nel difendere la “sua” Festa? Che forse il Panem et Circensis, non basta? Molti “addetti ai lavori”, già bisbigliano che la disorganizzazione regna sovrana e che la festa mostra tutte le sue debolezze. E non si tratta di chiacchiere da bar, basterebbe che gli organizzatori tastassero il polso alla stragrande maggioranza della stampa accreditata (soprattutto quella che conta), per farsi una seria opinione sulle falle che il Festival, sembra promettere. Ma a quel punto la Festa svelerà il suo volto più farsesco. E allora sarà tutta un’altra storia.




Rigidissimi i controlli: il compositore non entra alla conferenza stampa
No ticket no entry
Francesco Cerasi bloccato all'ingresso



(Venerdì 13 Ottobre 2006)


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