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Un thriller che sa di già visto

Scoop

Woody Allen fa il Pigmalione con la Johansson


di Pino Moroni


Un Woody Allen sempre più perfetto nella forma e sempre più nevrotico nei contenuti. Del resto è come va ormai tutto il cinema, specchio di questa società.

Woody Allen esorcizza così la morte, l’aldilà, lo spettacolo, il sesso, il delitto introducendo anche un po’ di paranormale, in un melange più pensato che reale. La logica e la consequenzialità latitano.

La sua sembra una intelligenza ormai solo fine a se stessa, ripiegata su se stessa. Forse anche poco intelligente, se poi scavando nel film si trova il già visto, le auto-citazioni, la fotocopia non solo del precedente Match point ma anche di altri suoi successi come Crimini e misfatti.


Cerchiamo di scoprire cos’è successo: mentre girava in Inghilterra Match point, un thriller su un “povero ma bello” di cui s’innamora una figlia della buona società, Woody Allen dirige pure il mito del momento Scarlett Johansson.
L’incontro con la donna belloccia ed attrice ancora informe lo trasforma in Pigmalione. La Johansson ha la parte secondaria di un’attricetta fallita che fa perdere la testa al povero bello.

Woody Allen, che sente alla sua età la melanconia della perdita della vitalità ma vorrebbe ancora essere un creativo, scrive allora il soggetto per un nuovo film che veda Scarlett Johansson in una parte principale.

Rovescia lo schema di Match point, diventa lei la protagonista “povera ma bella” che s’innamora di un figlio dell’alta società. Mantiene il genere thriller e l’ambientazione inglese.


A questo punto però entra lui, nella parte del “mago Splendini”, affiancando la Johansson in un’inchiesta sbilenca su un serial killer.

Mentre in tutte le scene in cui compare il regista ricompaiono le battute dei suoi film migliori, nelle scene in cui i due appaiono insieme, la Johansson sembra il suo specchio in una recitazione nevrotica. Quando poi resta da sola, senza più alcun punto di riferimento, va alla deriva lasciando scoprire tutti i difetti di un film che è solo un’operazione di collage.

Sono scene storiche di suspence (Notorious di Hitchcock, Un posto al sole di Stevens, ed anche M di Fritz Lang).


Woody Allen fallisce quindi come Pigmalione, non si riprende dalle sue depressioni e dai pensieri di morte, e non riesce più a piazzare un colpo d’ala nella sua carriera cinematografica.



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(Mercoledì 25 Ottobre 2006)


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