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Trasposizione cinematografica poco convincente

Una voce nella notte

Thriller senza spessore


di Roberto Leggio


Dietro ad ogni bestseller c’è sempre un uomo. Ancor meglio se quest’uomo tiene una seguitissima trasmissione radiofonica, nella quale racconta la propria vita. Una voce senza volto ed il successo è garantito. Ma lo stesso uomo sta passando un brutto momento sentimentale ed è quindi più fragile ed incapace di concretizzare nuove idee. Depresso e sempre meno creativo nel suo lavoro, grazie al suo editore, entra in contatto con Pete, un ragazzino di 14 anni che ha scritto un libro/verità sugli abusi sessuali subiti fin da piccolo dai suoi genitori. Attraverso il telefono, tra i due si instaura un rapporto molto intimo, ma quando, dopo settimane decidono di incontrarsi, la veridicità del racconto di Pete comincia a sgretolarsi. Trama intrigante (pesante e tragicamente attuale) per un thriller dei sentimenti che trae la sua forza espressiva dal romanzo di Armistread Maupin “I racconti di San Francisco”.


Purtroppo, come sempre più spesso accade, la trasposizione in immagini, non è alla stessa altezza della parola scritta. Probabilmente perché le parole a volte spiegano molto di più di quanto le immagini dovrebbero fare. La colpa è del regista Patrice Stettener che stenta a dare spessore alla trama noir, impastoiando tutto in una narrazione priva di grandi scossoni, dove il “grande” mistero è legato ad un’unica e sola rivelazione. Così i personaggi principali, interpretati con misurata bravura da Robin Williams e da Toni Colette, si trovano a percorrere le gelide notti della vicenda, senza nessun appiglio e quasi abbandonati a stessi nell’evoluzione di una trama che invece avrebbe dovuto avere una crescita emotiva. Peccato perché con del materiale del genere (abuso sui minori, il mistero di una voce dietro una storia raccontata), ci si sarebbe potuto tirar fuori un robusto film dove l’apporto psicologico (e psichiatrico) avrebbe fatto da quadratura del cerchio. Invece, tranne per qualche buona intuizione di sceneggiatura, il film lascia perplessi e sconcertati per non aver saputo dare, alla fine, nessuna valida soluzione.

Giudizio*



(Sabato 13 Gennaio 2007)


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