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Tra i film più amati

L’emancipazione della donna

"Pomodori verdi fritti" e "Thelma e Louise"


di Pino Moroni


Due dei film più amati dalle donne sono Pomodori verdi fritti (Green fried tomatoes, Jon Avnet, 1992) e Thelma e Louise (Ridley Scott, 1992).
I due registi, anche produttori di successo, hanno tratto le due storie da un romanzo di Fannie Flagg, il primo, e da un’opera di Callie Khoury, il secondo, e ne hanno fatto entrambi le relative riduzioni cinematografiche.

Ne sono risultati due film di successo, che hanno ricevuto vari premi, tra cui l’Oscar a “Thelma e Louise” per la migliore sceneggiatura.

Thelma e Louise


Adrian Bidlde è il direttore della fotografia con il quale Ridley Scott aveva già realizzato I duellanti e Alien e d ha descritto con grande bravura la bellezza paesaggistica dell’America, che è una delle componenti essenziali del “road movie” dedicato all’avventura delle due amiche.

Geoffry Simpson, direttore della fotografia di Jon Avnet, ha saputo affascinare il pubblico con una descrizione perfetta dell’arretrato sud americano nei tempi della Depressione e del Ku Klux Klan.

Pomodori verdi fritti


La protagonista femminili di “Thelma e Louise”, Susan Saradon e Geena Davis hanno conquistato il David 1992.

Strepitose la coppie di donne di “Pomodori verdi fritti”, le due giovani Mary Stuart Masterson e Mary Louise Parker e le due mature Kathy Bates e Jessica Tandy.

Oltre le musiche originali, tutte godibili in entrambi i film le combinazioni fra commedia e drama. Due film completi e riusciti, amati indistintamente da tutto il pubblico.

Thelma e Louise


Ma perchè molte donne assegnano a queste due pellicole una così forte valenza?
Una risposta che viene spontanea sottolinea, in entrambe le opere, il ricorso agli archetipi narrativi.

Uomini idioti e “televisionati”, mangioni, tifosi, possessivi, maschilisti, violenti provocatori, ladri e razzisti. Spesso stupidi. Ottusamente attaccati alle abitudini ed alle tradizioni. La legge è al di sopra di tutto, anche della logica e della vita. Gli uomini di questi film sono ancorati a schemi e retaggi di una società volutamente arcaica, in cui il potere è saldamente nelle loro mani.
Le donne sono usate, schiavizzate, ricattate, sottomesse. Poi diventano ribelli, in cerca di emancipazione o di fuga.
La conclusione è sempre la “catarsi” attraverso la vendetta sul maschio, la redenzione ed il sacrificio finale.

Pomodori verdi fritti


È un vero peccato che i finali di entrambe le pellicole, attraverso una narrazione circolare riconducano le donne al loro –fatalistico- destino di perdenti, frutto di schemi difficili a morire.

Forse, con il cinema del ventunesimo secolo, che in parte sta allontanandosi dai moduli letterari dell’ottocento, anche gli stereotipi sulle donne cambieranno.
Ed i film più amati del novecento, come esempi di emancipazione, scopriranno tutte le contraddizioni di un’epoca ipocrita, in cui le donne sono state oculatamente tenute lontano dal potere.

Thelma e Louise



(Giovedì 11 Gennaio 2007)


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