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50 scatti di Ippolita Paolucci

Paesaggi di guerra

Al Centro Candiani di Mestre fino al 4 marzo


di red.


“Chi - intellettuale o contadino, borghese o proletario - visse l’esperienza della Prima Guerra Mondiale uscì da essa profondamente diverso da come vi era entrato.” Le parole di Antonio Gibelli ci riportano a quel momento in cui il mondo si era spaccato e il passato si era separato dal futuro come due pezzi di un iceberg. Riappropriarsi ora di quel passato e restituircelo, è ciò che Ippolita Paolucci, con il suo linguaggio fotografico, prova a fare attraverso le immagini della mostra Paesaggi di guerra. Sguardi dal fronte alpino del ’15 –’18 che si svolge presso il Centro Culturale Candiani fino al 4 marzo. La mostra, promossa in collaborazione con Comune di Lavarone, Provincia Autonoma di Trento e Cassa Rurale di Folgaria, presenta una cinquantina di scatti, in bianco e nero, dell’arco delle montagne che va dalle Alpi Carniche all’Adamello, che raccontano a posteriori l’esperienza tragica del conflitto e che l’artista ha cercato di interpretare dal punto di vista dei soldati, recuperando tracce del loro sguardo di fronte all’immensità della montagna e dell’evento che stavano vivendo.
Accanto alle fotografie, altrettanti testi tratti da epistolari di soldati che hanno combattuto sul fronte alpino - sia italiano che austriaco - della Grande Guerra, parole spezzate, talvolta stentate, scritte nelle lettere a casa dalle quali emergono gli sguardi e le emozioni, le paure e le attese degli uomini che passarono, come in un sogno o in un incubo, attraverso quei tre anni e mezzo di guerra, in una serie di “sguardi sul paesaggio”, in immagini e in parole, che rimandano le une alle altre come in uno specchio capace di spezzare i vincoli del tempo. “Ho fatto la scelta” - afferma Ippolita Paolucci- “di servirmi quasi esclusivamente di testimonianze epistolari che danno spesso una descrizione istantanea del paesaggio, un'impressione più vivida del momento vissuto, che meglio "dialogano" con le immagini attuali e che, data la drammaticità della situazione, assumono un carattere di universalità rispetto al tema della guerra e della pace.” Una scelta che ha dato vita ad una serie di immagini incredibilmente emozionanti, pregne dello stupore e dello sgomento di chi ha di fronte cose troppo grandi per non apparire misteriose, purtroppo ancora oggi tristemente attuali.

Ad affiancare la mostra, la rassegna cinematografica dal titolo Schermi di guerra, aneliti di pace che sarà introdotta, l’1 febbraio alle 21.00, dalla conferenza di Gian Piero Brunetta con la visione di filmati rari d’epoca. A seguire la proiezione dei film Uomini contro di Francesco Rosi (martedì 6 febbraio, ore 21.00); Orizzonti di gloria di Stanley Kubrick (giovedì 8 febbraio, ore 21.00); La grande illusione di Jean Renoir (martedì 13 febbraio, ore 21.00); I recuperanti di Ermanno Olmi (giovedì 15 febbraio, ore 21.00); La vita e nient’altro di Bertrand Tavernier (martedì 20 febbraio, ore 21.00); All’Ovest niente di nuovo di Lewis Milestone (giovedì 22 febbraio, ore 21.00)



L’esposizione sarà visitabile fino al 4 marzo, nei seguenti orari: da lunedì a venerdì 15.00 – 19.00; sabato e domenica 10.00 – 13.00 e 15.00 – 19.00



(Martedì 20 Febbraio 2007)


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