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Classe che vince non si cambia

Notte prima degli esami oggi

Persa magia e freschezza del primo film


di Francesco De Belvis


La notte del titolo, per il diciannovenne Luca Molinari (Nicolas Vaporidis), è ancora un incubo e una corsa contro il tempo. Un incubo perché anche stavolta non ha studiato nulla per stare dietro ad un nuovo colpo di fulmine, una ragazza (Carolina Crescentini) che, in realtà, è una mezza sciroccata che non se lo fila più di tanto perché non sa cosa vuole dalla vita. Una corsa perché appena sei ore prima dell’esame di maturità si ritroverà con lei su un treno per Milano non sapendo come fare per tornare a Roma. In tutto questo, Luca si ritrova con un padre bambacione e “Peter-Pan” (Giorgio Panariello) che corre dietro alla gonna della sua insegnante (Serena Autieri) e ignora la pur splendida moglie (Paola Onofri), il solito gruppetto di amici con cui fare zingarate e scherzi di ogni tipo, un nonno mentore che tutti noi vorremmo avere come amico (Franco Interlenghi, bravissimo) e la solita sfiga che ci vede benissimo e che lo insegue ovunque va, anche nel finale…




Non era proprio possibile, dopo lo straordinario successo del primo capitolo (13 milioni di euro d’incasso con un minimo investimento produttivo), starsene con le mani e mano. E Fausto Brizzi, anche stavolta regista/sceneggiatore, non l’ha fatto. Aiutato dai fidi Marco Martani e Max Bruno, caso raro nel cinema (forse l’unico), ha costruito una sorta di sequel/remake (un “newquel”?) che non è nè l’uno né l’altro. Squadra e formula vincente non si cambiano e quindi, trasferendo, proprio come si farebbe coi personaggi dei fumetti, gli stessi protagonisti avanti nel tempo, Brizzi cambia l’anno di maturità e lo porta ai giorni nostri, dove imperano i cellulari, Internet, l’i-pod, la vittoria degli Azzurri ai Mondiali dello scorso anno. Certo, la magia del primo episodio e dei magnifici e nostalgici anni ’80 (con tutte le sue mode, musiche e manie) erano un’altra cosa, ma anche qui Brizzi sembra capace di sottolineare la gioventù (in questo caso di oggi) e d’incanalarla in quel filone adolescenziale che sa come inquadrare ciò che racconta, come all’epoca, in tv, faceva quel serial di culto che era I ragazzi della 3a C (e difatti, forse, la Notte diverrà una fiction a puntate).
Le situazioni familiari sono un po’ sempre le stesse, gli adulti non educano ma necessitano di essere educati, gli amici si scannano ma poi fanno gruppo, gli amori illudono ma aiutano a crescere, maturità continua a non fare rima con responsabilità, la “pelle” è più scoperta e sensuale e capita anche di ritrovarsi tutti nudi a ballare come pazzi sul ponte di Castel Sant’Angelo in piena estate. Più macchiettistico, più immediato, più facile, più burlesco del precedente, e quindi meno collettivo (si sente, poi, la mancanza di Giorgio Faletti, il cattivissimo prof. del primo capitolo che qui appare in un cammeo nel fantastico prologo), anche se ugualmente romantico come un fotoromanzo a puntate, Notte prima degli esami – Oggi non a caso è uscito il giorno di San Valentino (in ben 750 copie) per tentare di bissare il successo che già fu (e, magari, di superarlo). Perché l’amore conta più di qualsiasi altra cosa, anche se fa fare qualche cazzata. Ma la magia, la freschezza del primo episodio, ammettiamolo, si è persa.

giudizio: *


Gli esami che mi hanno dato il successo
Fausto Brizzi
Si parla di una fiction e di un musical...



(Martedì 20 Febbraio 2007)


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