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Ozpetek sfida l’astrologia e se stesso.

Saturno Contro

E si supera, in quello che è il suo capolavoro.


di Francesco De Belvis


“Ho voluto trattare il tema della separazione, sia nell’amicizia che nell’amore, all’interno di un gruppo di persone con scelte sessuali diverse tra loro. Non è la “differenza” che li unisce, come ne Le fate ignoranti, ma l’amore e l’amicizia che hanno maturato in anni di esperienze in comune”. Ferzan Ozpetek

Ci vuole veramente poco perché lo scrittore di favole Davide (Pierfrancesco Favino) si decida a buttarsi dalla rupe, sul finale del film. Ma in quella frazione di secondo, forse, capisce che il suo amato Lorenzo (Luca Argentero), scomparso tragicamente a mezz’ora dall’inizio del film, in realtà non se n’è mai andato. E’ rimasto lì, con lui, su di lui, e piange, come un bambino, come probabilmente non ha mai fatto sinora. E accanto a lui, come sempre, i suoi amici, quelli di sempre, quelli per sempre. Antonio (Stefano Accorsi), sposato con Angelica (Margherita Buy) ma segreto amante delle misteriosa fioraia Laura (Isabella Ferrari). Neval (Serra Ylmaz), la saggia del gruppo, sposata col balbuziente poliziotto Roberto (Filippo Timi). Sergio (Ennio Fantastichino, straordinario), suo ex-compagno, che preferisce essere chiamato “frocio” anziché “gay” perché è “all’antica” e gli vuole ancora un bene infinito. Roberta (Ambra Angiolini, una rivelazione), l’eccentrica amica storica del suo amato Lorenzo, esperta d’astrologia (da qui il titolo, col pianeta che le è ostile), che si fa di coca ma è fragile come quella lacrima che si ostina a non rigarle il volto pure di fronte al corpo morto dell’amico. E Paolo (Michelangelo Tommaso), new-entry del gruppo, forse bi-sex, forse no, grande fan di Davide, che osserva tutti, in silenzio, in cerca di chissà chi.



Bello, anzi bellissimo, il nuovo (il sesto) film di Ferzan Ozpetek, sorta di Grande Freddo all’italiana, che con questa opera si mette in gioco e sfiora molti rischi, tenendosene magicamente sempre lontano. Di sicuro è il suo film più maturo, più personale, non solo perché smaccatamente autobiografico. Saturno contro, tra le pellicole italiane più attese di questa stagione, è, sostanzialmente, un film sulla soffocante paura della perdita. La perdita di un amore, di un ex-amore, di una moglie, di un marito, di un amico, di un’amante, della vita. Costruito (volutamente) in modo che lo spettatore entri progressivamente e con pazienza nelle morse di questo disperante giro di vite che paiono non avere punti di riferimento né certezze (da qui le molte critiche al film - tacciato di procedere per accumulo senza sottendere nulla -, ma tutte ingiustificate), il film si dipana presto con abilità e intimismo tra le maglie di uomini e donne, senza distinzioni di sesso e/o gusti sessuali. Personaggi alla deriva in una società ottusa che insegue la famiglia allargata senza volerla davvero, che cerca spazi in territori angusti e claustrofobici, senza speranza, siano essi quelli di una camera mortuaria, sia quelli di una camera da letto col letto sempre troppo pieno o troppo vuoto.
Saturno contro parla di tante cose, forse troppe. Ma lo fa con un rigore, un sentimento e un’emozione unici, veri, dannatamente aderenti alla realtà. Malinconico, amaro, profondo come tutti i film del regista italo-turco, che qui, per eccesso o per difetto, sfiora la perfezione, anche registica, in molte finezze, ponendosi a cavallo del passo che separa l’Autore dal Maestro. La precedente scivolata di Cuore Sacro gli viene, quindi, perdonata. Ozpetek in questi anni è cresciuto, anche d’età, e si vede. Vuole raccontarci a tutti i costi quello che succede quando, invece di negare, di rimuovere, di nascondere i cambiamenti sentimentali ed esistenziali che a tutti capita spesso ad attraversare. Ci troviamo, invece, a non celare più nulla, a tirare fuori tutto, a confrontarci col “gruppo” e nel “gruppo” con i propri segreti, desideri, con la propria voglia di nuovi rapporti e sentimenti. Si può davvero superare le paure legate al cambiamento della propria vita? E soprattutto, come si fa a NON SEPARARSI MAI, anche quando tutto, intorno a te, ti chiede di farlo? Il regista de La finestra di fronte si chiede tutte queste cose. Non dà risposte, non giudica. Riflette, espone. E, diamine, ci punge sul vivo.
Eccelso tutto il cast, in cui ritroviamo la fida Ylmaz e la coppia Accorsi/Buy, già ne Le fate ignoranti. E davvero uniche le interpretazioni sia di Milena Vokotic, nei panni della rigida infermiera di notte del reparto in cui viene ricoverato Lorenzo, sia della coppia Luigi Diberti/Lunetta Savino, i genitori sbigottiti e provinciali che vengono a Roma per le esequie del figlio, confrontandosi con realtà sino a quel momento a loro totalmente sconosciute. Scritto assieme all’ormai storico Gianni Romoli, Saturno contro, che si avvale anche di una colonna sonora trascinante e straniante di Neffa (ottima la rumba “Passione” sui titoli di coda, che gela l’anima), merita attenzione, rispetto e anche un po’ di compassione, perché parla di noi, e parlare di noi, lo sappiamo, non è mai cosa facile. Vogliatene bene, così come, fotogramma per fotogramma, s’intuisce che gliene vuole il suo artefice.

giudizio: * * * *




Vi spiego il mio "Saturno contro"
Ferzan Ozpetek
L'amicizia è la base di ogni rapporto umano


Bellissima e dannata in "Saturno Contro"
Ambra Angiolini
Eccentrica ed esperta di astrologia



(Venerdì 23 Febbraio 2007)


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