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Tavola rotonda promossa dal MIFF di Milano

Cinema e imprese. Sinergie e conflitti

Un importante incontro per creare nuove opportunità


di Oriana Maerini


Sono pochi i festival che possono vantare iniziative che incentivano lo scambio di idee fra diversi settori e lanciano una sfida innovativa. Il MIFF – Film Festival Internazionale di Milano è uno di questi perchè, nell'ambito della sua articolata programmazione della settima edizione, ha inserito anche un'interessante tavola rotonda, curata da Cinzia Masòtina dal titolo "Cinema e imprese. Sinergie e Conflitti.
Questo interessante dibattito ha correlato le sezioni Trade film e Vetrina Trade con le quali si è sottolineata l’eccellenza delle opere inserite ed il loro valore esemplificativo del rapporto cinema –imprese.

Tutti i relatori del convegno



Arte e mercato, un antico rapporto che si è evoluto nel tempo. Nonostante le difficoltà di incanalare l'arte entro i limiti imposti dalla committenza, i due mondi si nutrono l'un l'altro sia in termini economici che di creatività. Sebbene poco noto al grande pubblico, anche il connubio tra cinema e impresa è in realtà un rapporto di lunga data segnato dall'apporto di grandi autori.
Tra i registi italiani troviamo storicamente firme prestigiose come Antonioni e Olmi, fino ad arrivare più di recente a Verdone, Muccino e Castellitto; tra gli stranieri è possibile citarne uno tra tutti, Alain Resnais, che ha girato veri e propri capolavori come Toute la mémoire du monde (1956) per la Biblioteca nazionale di Parigi e Le chant du styrène (1958) per Montedison.

A tutt'oggi esiste una stretta correlazione tra cinema e industria con prodotti di valore comunicativo e commerciale per l'azienda, ma anche estetico e di sperimentazione per il cinema stesso.
Da questa consapevolezza nasce, per la prima volta in Italia, la proposta di dare visibilità all'interno di un festival cinematografico a lavori che si pongono al confine tra pubblicità e cinema, riconoscendo loro dignità anche dal punto di vista artistico e creativo.

Per fare il punto sulla situazione odierna imprenditori, giornalisti, addetti ai lavori e semplici appassionati, si sono riuniti per confrontarsi sul rapporto esistente tra il cinema e l'industria, per mettere in evidenza da una parte i possibili conflitti e dall’altra le sinergie che questi due mondi possono creare nel momento in cui si incontrano.
Si è trattato di un'occasione preziosa per riflettere sia sulle molteplici declinazioni, potenzialità e funzioni del linguaggio filmico - quando quest’ultimo viene adottato dalle imprese con finalità di comunicazione - sia per delineare possibili scenari futuri in merito al rapporto tra esigenze comunicative delle imprese, industria cinematografica e rispetto della poetica autoriale.

Francesca Vergnano dell'azienda Caffè Vergnano



I relatori della tavola rotonda - Francesco Moneta, Presidente EGG Eventi e Sponsorizzazioni; Paolo Tenna, Amministratore Delegato Top Time; Marco Malfi Chindemi, Producer Indiana Production; Massimo Ferrarini, Presidente Associazione Amici del Future Film Festival; Fabrizio Iaconetti, Partner Future Drive, Servizi integrati di Sales&Marketing – hanno documentato la propria esperienza professionale e hanno dato una personale chiave di lettura al tema dell'incontro tra linguaggio cinematografico e mondo produttivo, tra cinema e brand.
In particolare Marco Malfi Chindemi ha spiegato perché, e come viene gestita da una casa di produzione quale Indiana Production, fortemente legata al mondo della pubblicità, la realizzazione di un filmato d’impresa con il coinvolgimento di un importante regista cinematografico e ha raccontato la sua personale esperienza di lavoro in Colorado Film all’epoca in cui venne prodotto per Lancia il film “Le affinità elettive” di Gabriele Muccino in occasione della presentazione della nuova Lancia Y.

Interessante anche l'intervento di Paolo Tenna amministratore Delegato Top Time, una delle quattro società italiane che si occupano di product placement. Secondo lui questa nuovo settore rappresenta una grande opportunità per i futuri rapporti tra cinema e imprese ed ha sottolineato come in Italia il settore debba comunque ancora esprimere compiutamente le proprie potenzialità, dal momento che solo dal 2004 la legge consente il ricorso al product placement cinematografico. In relazione a questo interessante tema, Tenna ha fatto riferimento anche al caso “Caffè Vergnano” nel film di Simona Izzo “Tutte le donne della mia vita” da poco uscito nelle sale italiane.

Marco Malfi, Francesco Moneta e Cinzia Masotina



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(Sabato 14 Aprile 2007)


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