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Insuperabile interpretazione di Helen Mirren

Queen's accent, l'accento della regina

La regina nell'orgia mediatica per la morte di Lady Diana


di Pino Moroni


La regina Elisabetta, -con il suo aplomb-, con stizza nascosta o con humour inglese, avrà sicuramente criticato il film di Stephen Frears "The queen".
Ma noi, dopo più di cinquant'anni di regno e di apparizioni ufficiali, avevamo bisogno di vedere più da vicino qualche giorno della sua vita privata. E in un film che racconta anche un momento non facile per la monarchia britannica.

Il 31 agosto 1997 moriva, in un incidente di macchina a Parigi, lady Diana Spencer, ex principessa di Galles ed ex moglie di Carlo d'inghilterra. Tutti sanno la storia a memoria.

Il film invece racconta i giorni successivi alla morte ed all’orgia mediatica sulla stessa, riprendendo la famiglia reale isolata nel castello di Balmoral, nella disperata difesa della privacy, della tradizione, del protocollo, di due adolescenti nipoti troppo vulnerabili.
E racconta il pesante, dignitoso cedimento alle isteriche reazioni di un popolo, ormai imbevuto di futili miti creati della stampa ipocrita e dalla televisione guardona.

Gli avvenimenti di quei giorni appaiono molto chiari, vedendoli , oggi che il mito di Diana si è storicizzato nei santini che girano –appunto- nei giornali e nei programmi televisivi, e che il suo mito è divenuto come quelli di Marilyn Monroe o James Dean.
Ma in quei momenti una corte millenaria ha rischiato, sotto l'onda di una emozione di massa e di uno spaesamento psicologico e sociale, di subire danni forse irreparabili come monarchia ereditaria.


Tutto ciò è quello che trapela dalle immagini di Stephen Frears (Relazioni Pericolose, 1988; Eroe per caso, 1992) che scorrono invece sull'etichetta, sui compassati uomini di corte, sulla superficialità vacua di Filippo di Edimburgo (James Cromwell), sulle tremule paure di Carlo (Alex Jennings), sull'ingessata atmosfera regale.

Chi fa la più bella figura è Tony Blair (Michael Sheen), che ha capito il vento che soffia e vuole farvi garrire la bandiera del trono a mezz'asta -ed in fondo anche la sua-, con suggerimenti populisti ultramoderni.
Ma forse, ancora a posteriori, tutto quello che si vede nel film è niente altro che la ragione politica, quella vera, che prevale sulla immensa onda emotiva che prese il popolo inglese, e non solo.


Le scene di caccia al cervo a Balmoral sono uno speciale cammeo nella perfetta sceneggiatura di Peter Morgan. Indimenticabile è la scena della regina appiedata e sola, immersa in una natura immane, con il passaggio del grande cervo e la lunga silenziosa occhiata tra i due.
E ancora essenziale alla storia la scena della regina che si reca nel casino di caccia, dov'è il cervo morto, ed ancora una volta si sofferma davanti a quegli occhi ormai vitrei. Quello che non è riuscita in fondo a fare con lady Diana.

Ho visto il film in edizione originale inglese, piacevolmente chiaro, da manuale di corte (Queen's accent), cui poi anche gli altri personaggi si adeguano.
Tecnicamente, ci sono tre tipologie di ripresa filmata. Le scene sulla famiglia reale sono girate splendidamente sia a Buckingam Palace, sia al castello o negli spazi boschivi della tenuta di Balmoral in pellicola 35 mm. Le scene della famiglia Blair sono girate in pellicola 16 mm, e danno molto il senso di una normale famiglia borghese. Le scene su tutta la parte storica della vicenda sono tratte dai migliori documentari d'epoca.


Alternando immagini di finzione, quasi aderenti alla realtà, ed immagini di repertorio, Stephen Frears ha costruito un film ad alti livelli di ambientazione, dialoghi, montaggio, caratterizzazioni minori.

Quella che sicuramente rimarrà nella storia del cinema è però l’insuperabile interpretazione di Helen Mirren, nel ruolo della regina.
La Mirren riesce ad interpretare credibilmente un ruolo in cui si alternano le durezze di chi ha visto la guerra ed è diventata regina troppo giovane, con i fremiti di intimità verso figli ed i nipoti, la madre, la natura ed il suo popolo, per il quale ha dato se stessa per più di mezzo secolo.

Ed ha vinto giustamente tutto, dalla Coppa Volpi all'Oscar.



(Venerdì 4 Maggio 2007)


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