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Anteprima della pellicola restaurata in Università Cattolica

Francesco d’Assisi

A Milano il 26 giugno


di red.


Il master in Eventi culturali MEC, promosso dall’Alta scuola in Media, comunicazione e spettacolo dell’Università Cattolica, presenta in anteprima milanese il film Francesco d’Assisi della regista Liliana Cavani.
Per la prima volta la sera del 26 giugno l’Ateneo aprirà al pubblico il prestigioso Cortile d’Onore, recentemente restaurato. Presenzieranno il rettore Lorenzo Ornaghi, la regista Liliana Cavani e il critico cinematografico Stefano della Casa.
Per l’occasione verrà allestita una mostra fotografica, organizzata dagli studenti del MEC, con la collaborazione della Cineteca di Bologna. Un percorso tra le immagini più significative del film Francesco d’Assisi ed estratti da giornali dell’epoca.

Il film:

Francesco d’Assisi è il primo film prodotto dalla RAI nel 1966 su commissione di Paolo Valmarana ed è stato recentemente restaurato dai laboratori di Cinecittà Holding, con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (Direzione Generale Cinema).
Nel film, che riflette il forte interesse della regista per le religioni, la vita del santo viene raccontata con un linguaggio originale e fortemente innovativo. Diviso in due parti per ragioni televisive, Francesco venne programmato sul canale nazionale il 6 e l’8 maggio del 1966, riscontrando un enorme successo di pubblico (circa venti milioni di italiani rimasero letteralmente incollati davanti al televisore) e molte discussioni e dibattiti nell’ambiente dei critici. Seguendo le linee stilistiche della sua prima formazione, quelle del documentario, Liliana Cavani legge la vita del santo in chiave realistica trattandola come un fatto di cronaca. Il bisogno di realismo e di cronaca è reso evidente dalla scelta dei luoghi e dalla ricerca dei volti degli attori non protagonisti, veritieri e genuini, tanto che la regista coinvolse contadini, operai e artigiani umbri.

Francesco è stato impersonato dall’attore svedese Lou Castel, personaggio simbolo della contestazione giovanile dell’epoca. La regista non ha voluto «fare la storia degli episodi salienti della vita di Francesco ma piuttosto la storia di una coscienza viva che si muove dietro la pressione delle situazioni che incontra» (Radio Corriere, 1 maggio 1966, anno VXII, n.18).



Il restauro:

La pellicola fu girata in 16 mm, per questo nel restauro sono state impiegate le più aggiornate tecnologie digitali anche per colmare la perdita di definizione fisiologica nella trasposizione del negativo al 35mm, il tutto sotto la supervisione della regista.
Il restauro della colonna audio, attraverso una perfetta digitalizzazione del suono, consente la fruizione totale di quest’opera in tutta la sua forza poetica.
La riedizione del film, attraverso il pregevole lavoro operato da Emanuele Valerio Marino, si inserisce nell’ambito di un progetto di recupero di pellicole di produzione nazionale chiamato ”Italiana”, realizzato per la distribuzione estera.
Il progetto include 60 film italiani realizzati per promuovere il “nostro” territorio.
Il pacchetto è stato presentato a Shanghai e prossimamente verrà promosso a Los Angeles e ad Amsterdam.
La scelta prevede, tra gli altri, film come Il Gatto a nove code di Dario Argento, girato a Torino, e Alfredo Alfredo di Pietro Germi, girato ad Ascoli Piceno.

Milano 26 giugno 2007 Ore 21:30
Università Cattolica - Cortile d’onore, Largo Gemelli, 1

Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti













(Mercoledì 20 Giugno 2007)


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