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Il re dei festival

Felice Laudadio

Presenta il RomaFictionFest che sta per chiudere i battenti


di Roberto Leggio



Dopo il cinema, la Fiction. Roma è ormai diventato un polo importante per quanto riguarda l’intrattenimento filmico. E non importa se si tratta di cinema o di televisione. Così proprio mentre la città sta per essere inserita tra le metropoli europee con più scelte culturali, Roma ha dato i natali al primo (almeno in Italia) Festival della Fiction Televisiva. A reggere le redini di questa kermesse (dal 2 al 7 Luglio) è Felice Laudario, deus ex machina dei più importanti Festival italiani. A lui si devono le direzioni della Mostra del Cinema di Venezia, di Taormina, di EuropaCinema di Viareggio, del “defunto” Mystfest di Cattolica e tantissimi altri di cui per motivi di spazio non è il caso di elencare. Certamente negli anni a venire, Laudario amante del cinema com’è (e di tutto quello ad esso collegato), tirarà fuori dal cilindro un’altra creatura. Per adesso però è entusiasta (e molto occupato) a guidare la macchina del RomaFictionFestival. Un evento voluto ed appoggiato dalla Regione Lazio, che conoscendo le sue qualità, l’ha chiamato alla tolda di quest’avventura. E da vero nocchiero ha gestito con mano sicura un programma intenso e variegato che ha consentito di mettere a confronto le tendenze, le tematiche, i linguaggi, le potenzialità e le differenti culture delle televisioni di gran parte del globo. Telefilm, miniserie, serial ed eventi speciali, molti in anteprima assoluta, si sono succedute in fittissimi giorni di proiezioni nelle autorevoli sale dell’Auditorium di Santa Cecilia e del Cinema Adriano, quasi sempre accompagnate dai produttori, dai registi, dai talents e dai networks. Una materia delicata (ma vero oro puro per quanto riguarda l’intrattenimento casalingo) di cui Laudadio (nonostante la fatica) è davvero molto orgoglioso. Anche perché gestire più di millesettecento ore di programmazione non è cosa di tutti i giorni.

Dopo tanto cinema, un festival totalmente dedicato alla Fiction. Come mai?
E’ da qualche anno che circolava l’idea di organizzare in Italia un festival interamente dedicato alla Fiction televisiva italiana e internazionale. Già nel 2001, fui l’artefice di un progetto del genere che si sarebbe dovuto tenere al Lido di Venezia. Nacque e mori nel Marzo 2002, probabilmente perché Venezia non era la città adatta, dato che ospita già la Mostra del Cinema. Anche la stagione era sbagliata e soprattutto per i finanziamenti che risultarono inadeguati. Però, tengo a precisare, che l’idea era interessante: un discreto programma di telefilm, serie e miniserie, molta buona volontà tenendo conto anche gli scarsissimi mezzi che Venezia Fiere, coraggiosamente, mise a disposizione, senza ricorrere a fondi pubblici.



Adesso, invece cosa è successo?
Il progetto è risorto grazie alla Regione Lazio e l’APT (Associazione dei produttori televisivi), che hanno deciso di dar vita ad un festival della televisione qui a Roma, da sempre polo cinematografico italiano. Così ho accettato l’invito di Piero Marrazzo e di Fabiano Fagiani di dirigerlo.

E’ vero che ha preso in mano la situazione, organizzando la kermesse in poco tempo?
E’ vero. Non avevo molto tempo a disposizione, ma grazie ad un grande entusiasmo di tutta la “squadra” della direzione artistica, da anni allenata con me ad organizzare festival in condizioni talora critiche, siamo arrivati a questa prima edizione.

Quali obiettivi si propone?
Permettere di esplorare l’odierna “età dell’oro” della fiction mondiale, in cui la quasi sempre elevata qualità artistica delle opere trova riscontro nei grandi successi di ascolto. Inoltre, sarà interessante verificare come e con quali esiti tanti registi e attori, che finora si sono misurati principalmente col cinema, hanno saputo esprimere il proprio talento attraverso il mezzo televisivo capace di raggiungere in un colpo solo milioni di spettatori.

Non crede che questo Festival, con tutti i serial che presenta, sia un veicolo per accentuare questa fuga dalle sale cinematografiche?
Tutt’altro. Quando ho iniziato a pensare a questa avventura mi sono posto il problema del pubblico. Ma sono abbastanza positivo, anche perché verrà coinvolto dal festival e avrà la possibilità ed il privilegio di poter visionare sul grande schermo del cinema tante opere televisive dando avvio ad una ideale simbiosi che probabilmente prefigurerà nuovi scenari.

Roma adesso ha due festival… in barba alle polemiche, erano necessari? E perché?
Due festival nella stessa città possono essere ingombranti. Ma teniamo conto che da sempre Roma è la città del Cinema, ma è anche sempre di più della fiction televisiva. Un’industria che nel Lazio dà lavoro a quasi centomila persone: da qui soprattutto deriva l’attenzione della Regione. Su queste certezze ho compreso che finalmente era stata la scelta giusta. Ecco dunque il RomaFictionFest, alla sua prima difficile prima, ma esaltante edizione, che ha tutti i presupposti per imporsi tra le grandi manifestazioni internazionali di spettacolo, cultura, informazione, confronto e scambio. Che è poi la ragione d’essere di tutti i festival del mondo degni di questo nome.









(Venerdì 6 Luglio 2007)


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