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International dansfestival

Cinedans

Amsterdam a passo di danza


di Paola Galgani


Amsterdam. Si è concluso ieri nella capitale olandese, un particolare festival di cinema, l’International dansfestival -amichevolmente detto ‘Cinedans’ che si è svolto in varie sale della città.
Ormai giunto alla sua quinta edizione, il festival si è confermato come una realtà importante sul quadro internazionale del cinema che abbia come soggetto la danza. Nel 2006, infatti, la kermesse ha avuto molto successo nel mondo, in particolare con un tour che ha portato il festival in Cina, Russia e Polonia; esperienza che verrà ripetuta anche quest anno. Questa edizione, dunque, in cui per la prima volta si è collaborato concretamente alla creazione di film sulla danza, ha offerto delle interessanti proposte (ben 210) tra cui 25 film in anteprima: corti e lungometraggi, film a basso budget, altri di grosse produzioni, alcuni in bianco e nero, altri a colori. Non sono mancati incontri e discussioni tra esperti del settore, in particolare sul modo migliore per catturare lo spirito degli spettacoli di danza, e sul modo migliore in cui questi possano essere archiviati. In ‘Cinedans Extra’, infine, si fa ogni anno il punto sugli sviluppi delle performance artistiche e in particolare sull’arte dell’installazione.
In apertura vi sono state due anteprime speciali per il festival : la prima, ‘Shake off’, è un film coprodotto dal festival stesso, in cui un ballerino immerge se stesso in un altro mondo e non vuol più uscirne, grazie ai movimenti dela macchina da presa che passa di continuo tra esterni e interni. La seconda, ‘Movement Revolution Africa’, è un documentario di grande importanza ed originalità in quanto mostra gli sviluppi della danza nell’Africa, dove I ballerini conoscono i movimenti della danza moderna, ma hanno anche le loro tradizioni, e riescono a combinanare i due stili in modo originale.
Nella sezione ‘Asia movies’, tre corti prodotti in Cina (Dance, Made in China e Timensional) e uno in Inda (Sharira). Notevole tra questi il corto ‘Made in China’, che attraverso quattro mini-sezioni offre un’impressione globale del danza tradizionale cinese, con flash della cultura dell’ovest che creano un profondo contrasto tra una tradizione antichissima e la realtà odierna.
Ovviamente non poteva mancare una sezione dedicata ai corti olandesi, presentati in un collage della durata di un’ora: l’interesse sta non solo nei diversi stili dei cineasti olandesi, ma anche nel fatto che una buona parte di questi sono realizzati da cineasti stranieri ce vivono o che si sono trovati a passare in Olanda. Il risultato, come tutto il festival, è un melting pot molto interessante ed originale.
Tra i documentari, è da segnalare un opera olandese-belga : ‘Le ballets de ci de la’, in cui il regista Alain Platel, noto per il suo approccio anticonvenzioanle alla danza, nel filmare i suoi ballerini riesce a ricondurci molto più indietro, per approdare con le immagini fino alle loro origini in Burkina Faso e in Vietnam.
Interessante anche la riflessione ‘Moderna contro classica‘, in cui si sottolinea la diversità di metodno tra il lavoro di Vladimir Malakhov, ballerino classico, e quello del ballerino moderno William Fortsyte.
Ancora da sottolineare la sezione ‘Shorts in the park’, con due corti dal carattere poetico proiettati alla presenza del regista Thierry Knauff.


Per informazioni:
www.cinedans.nl
info@cinedans.nl



(Giovedì 12 Luglio 2007)


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